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Rubrica a cura di Vito D’addesa

Buon 2023 a tutti i lettori di Dafenproject! Cominciamo quest’anno con allegria (e con un po’ di malinconia) ricordando il grande Massimo Troisi.

Questo primo mercoledì dell’anno è dedicato ad uno degli attori napoletani più amati in Italia e nel Mondo. Ma non solo per le sue straordinarie doti di interprete, ma anche per la sua abilità di regista e sceneggiatore, tant’è che circa la metà dei film in cui ha recitato sono stati scritti e diretti da lui stesso, spesso in collaborazione con altri artisti, prima tra tutte Anna Pavignano, che ha firmato tutte le sceneggiature dei film di Troisi meno “Non ci resta che piangere”, realizzato dall’attore partenopea in collaborazione con Roberto Benigni.

Troisi è stato da sempre un appassionato di recitazione, difatti comincia molto presto la sua carriera teatrale. Particolarmente conosciuto è il trio formato insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro, La Smorfia, con il quale esordì in televisione. Il trio poi si sciolse, soprattutto a causa delle divergenze artistiche tra Troisi e Decaro. Quest’ultimo non collaborò più con Troisi, mentre Lello Arena rimase in buoni rapporti con il collega ed amico, tant’è che recitò in alcune sue pellicole.

L’esordio al cinema di Troisi avvenne nel 1981 con “Ricomincio da tre”. Il film ebbe un grande successo di pubblico e di critica, tant’è che conquistò i premi di miglior film e miglior attore protagonista ai David di Donatello. Parla di un ragazzo di San Giorgio a Cremano che, stanco della propria vita insoddisfacente, decide di trasferirsi a Firenze da una sua zia. Qui conosce Marta e, passo dopo passo, la sua vita cambia radicalmente.

 

 

L’anno successivo viene trasmesso su Rai Tre il film “Morto Troisi, viva Troisi!”, un finto reportage sulla morte dell’attore napoletano, che nella realtà ci lascerà dodici anni dopo la messa in onda del film. La pellicola vede la presenza di molti attori comici che rendono omaggio alla memoria del compianto Troisi.

Nello stesso anno viene distribuito “Scusate il ritardo”, che, insieme ai due precedenti lavori, è il terzo film in cui recita con Lello Arena, che per questo film ottenne anche il David di Donatello al migliore attore protagonista. Il titolo è un riferimento sia al tempo trascorso dal precedente film uscito nelle sale che allo sfasamento dei tempi dell’amore. E difatti d’amore si parla in questa pellicola… Dell’amore tra Vincenzo ed Anna, che è completamente sfasato: per il primo viaggia con un’inesorabile lentezza, mentre per la seconda è irrefrenabile. Tonino invece è stato lasciato e sfoga sull’amico Vincenzo tutte le sue frustrazioni, soprattutto piangendo… sotto la pioggia…

Nel 1984 esce nei cinema “Non ci resta che piangere”, film diretto ed interpretato da Troisi insieme all’amico Roberto Benigni. È una storia fantastica, nella quale i due protagonisti, dai giorni nostri, vengono catapultati non si sa bene per quale motivo nel ‘400, negli anni della scoperta dell’America. Quindi si ritrovano ad affrontare assurde vicissitudini e addirittura avranno l’onore di conoscere Leonardo da Vinci, che non si rivela proprio una cima… Questo film è assolutamente esilarante, sia per quanto raccontato che per come è raccontato. Una pietra miliare della comicità italiana.

 

 

Tre anni dopo venne rilasciato “Le vie del Signore sono finite”. Questo film è piuttosto lontano dai precedenti, sia per la critica politica, in particolare al fascismo, essendo il film ambientato in quell’epoca, sia per i toni meno comici della pellicola in generale. L’unica costante è l’amore. L’amore, ormai finito tra Camillo e Vittoria, è la causa della malattia psicosomatica che affligge Camillo, che ha perso l’uso delle gambe senza un apparente motivo clinico.

Nel 1991 uscì nei cinema “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”. Anche questo film parla d’amore… D’amore, di fattucchiere e di veleno… Tommaso e Cecilia sono due giovani fidanzati napoletani. I due si devono sposare, ma alla fine salterà tutto a causa della gelosia di lei, che in seguito conoscerà un altro uomo, Enea. Ma Tommaso non si capacita del perché Cecilia si sia messa con un uomo certamente non avvenente e con un nome così ridicolo. Intanto Tommaso dovrà fare anche i conti con Chiara, la sorella adolescente dell’amico Amedeo innamorata persa di Tommaso.

L’ultimo film di Troisi è “Il Postino”, che ha finalmente fatto conoscere a tutto il mondo il talento e il genio dell’interprete nostrano. Il film, diretto da Michael Radford e dallo stesso Troisi (non accreditato) ebbe un grande successo internazionale, tant’è vero che ricevette, tra le altre, una nomination al miglior film e al migliore attore protagonista agli Oscar del 1996. Purtroppo Troisi non poté godersi il successo del film, poiché morì a seguito di un attacco cardiaco qualche ora dopo la fine delle riprese, che Troisi non volle posticipare a discapito della sua salute. Il film è ispirato al romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta. È per l’appunto la storia dell’amicizia nata tra Mario (Troisi), un postino di Procida, e lo scrittore cileno Pablo Neruda (Philippe Noiret), che si trova sull’isola campana poiché perseguitato dal suo Paese per le sue idee comuniste. È un’opera meno divertente delle altre e allo stesso tempo più profonda e toccante. È il testamento perfetto un artista indimenticato.

 

 

Le colonne sonore di “Ricomincio da tre”, “Le vie del signore sono finite” e “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” sono firmate da un altro indimenticato artista napoletano, Pino Daniele. La sua poetica e la sua sensibilità sono messe a disposizione del genio di Troisi, rendendo i film sopra citati ancor più affascinanti. Degna di nota, tra le tante altre, è Quando, scritta appositamente da Daniele per il film “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” e che fa da sottofondo ai titoli di testa, a molte scene del film e ai titoli di coda. È importante citare anche la colonna sonora de “Il postino”, composta da Luis Bacalov, per la quale fu premiato con l’Oscar alla migliore colonna sonora.

Questa volta non c’è nessuna playlist. Andate ed ascoltate la discografia di Pino Daniele. Almeno qualche canzone. “Jamm bell”!