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a cura di Ylenia Montonetti 

In una domenica davvero fredda a Milano, dove ci sono i superstiti che non hanno beccato l’influenza Manuel Agnelli porta sul palco dell’Alcatraz il suo nuovo album da solista Ama il prossimo tuo come te stesso e vecchie glorie.

In Apertura i Little Pieces of Marmalade, gruppo che ha fatto parte del roster di Agnelli ad Xfactor nel 2020. I Lpom suonano benissimo così come avevano dimostrato ma dal vivo c’è una sorta di esplosione. Impossibile non notare la gestualità di Frankie con le sue chitarre e le espressioni di DD che fuoriusciva da dietro la batteria. Suonano brani come “Canzone 7” e “Canzone 3” tratti dal loro ultimo lavoro Ologenesi, il singolo “One Cup of Happines” e una meravigliosa cover di “Gimme All Your Love”, Alabama Shakes.

Cambio velocissimo di palco e saltano su Manuel Agnelli accompagnato da Frankie e DD dei Little Pieces of Marmalade, rispettivamente alle chitarre e batteria, Giacomo Rossetti dei Negrita al basso e Beatrice Antolini al pianoforte, synth pad e basso.

Agnelli apre la serata con “Severodonetsk” ed è subito tempo di scaldarsi con “Veleno” ed Agnelli si cimenta a far arti marziali con il microfono.

Se non avesse detto della sua faringite nessun se ne sarebbe reso conto, dopo questo coming out è stato inevitabile guadare con occhi diversi il concerto e pensare “Ma io con la faringite non esco di casa e questo canta”.  Agnelli tiene botta canta, chiacchiera e suona al pianoforte insieme a Beatrice “La sposa sulla torta”, originariamente cantata con la figlia “ma col c**** che ve la do impasto a voi”.

Fortemente criticato per il brano “La profondità degli abissi” risponde alle critiche dicendo di aver fatto una cosa che non aveva mai fatto prima e l’arte può essere fatta anche per altri motivi e non solo per l’amore per l’arte ma in Italia non siamo pronti ad affrontare questo discorso. Un po’ come faceva anche Leonardo con le macchine della morte e nessuno ha mai avuto niente da  ridire mentre a lui comunque continuano a rompergli le palle dopo mesi per questo pezzo.

Agnelli presenta i brani ed inevitabilmente racconta di sè, come quando ha dimenticato quello che ha raggiunto racchiuso in “Padania”. La serata si chiude con delle chicche degli Afterhours come “1.9.9.6”, “Lasciami leccare l’adrenalina” e con troppi ed inadeguati “eh ormai va in giro con i ragazzini, dove sono gli Afterhours, quando li ho visti io mica era così” della rockstar di quartiere accanto a me che non ha fatto altro che lamentarsi tutto il tempo.