4 minuti 3 mesi

Testi e immagini a cura di Monica Alabianca Sala

 

Sabato 29 Ottobre, l’Arci Tambourine di Seregno ha ospitato il concerto del grande Mauro Ermanno Giovanardi, “e fu così che…” un po’ timidamente e con una certa riverenza ho fatto ingresso nel locale e ho cercato di raccontare attraverso le mie immagini questa magica serata.

Sul palco con Giovanardi si sono esibiti il noto chitarrista Marco Cosma Vignera Carusino e il trombettista Paolo Milanesi, intervenuto a sorpresa per questa data ad arricchire con la sua tromba le sonorità di alcuni pezzi in scaletta.

Lo spettacolo è stato musica e poesia, racconto e memoria, passione e bellezza, tutto magnificamente curato e portato in scena da Giovanardi che con inconfondibile stile ha ripercorso la sua carriera non solo attraverso i suoi brani a noi più cari, tra i quali per citarne un paio, “Dentro me“ e “Lieve”, ma anche dando una nuova e personale interpretazione a pezzi come “Una storia sbagliata”, “Bang Bang”, “Ho visto Nina volare”, “Se perdo anche te”, “Le nuvole”, “Canzone dell’amore perduto” e “Il vecchio e il bambino”.

Giovanardi è riuscito a raccontarci ogni storia quasi gli appartenesse da sempre, come se dopo esser nata, da qualche parte nell’universo, fosse rimasta lì in attesa di essere da lui trovata e nuovamente riscritta per un nuovo protagonista.

Una serata in cui c’è stato spazio per ricordare anche Pier Paolo Pasolini di cui ricorre il centenario della nascita e per il quale proprio oggi, 2 Novembre, giorno della sua scomparsa, è uscita in suo omaggio la canzone “Cosa resterà”, scritta dallo stesso Giovanardi con Maria Pia Leziroli.

Un concerto “narrato”, intimo e sincero che arriva al cuore di chi ha la sensibilità di lasciarsi emozionare dalle infinite forme dell’amore, perdendosi nella magia dell’ascolto e godendo delle piccole cose.

Un concerto “gentile”, come gli sguardi incoraggianti e pieni di affetto che Giovanardi ha più volte rivolto ai compagni musicisti, mostrando quella rara delicatezza d’animo che è pura estensione dell’arte da lui generata.

Tanti, prolungati e sentiti applausi sono esplosi dal pubblico intervenuto numeroso, segno tangibile di quella stima che Giovanardi si è meritatamente conquistato in oltre trent’anni di carriera.

Uno spettacolo per certi versi anche non semplice da fotografare, perché di fronte a un personaggio così carismatico, la paura di non essere riuscita a trasmettere con la fotografia quanto da lui trasmesso sul palco, mi ha accompagnata fino agli ultimi passi verso la macchina a fine serata. Sarò riuscita nell’impresa? Scorrete la gallery, io rimango con le dita incrociate.  

Nel frattempo chiudo il report di questo bellissimo live con i versi recitati da Giovanardi e appuntati di corsa nelle note del mio smartphone, perché le cose belle da qualche parte vanno sempre “salvate”, così che il giorno dopo, o tra un mese, o qualche anno più in là le possiamo ancora ri-trovare e ri-vivere:

 

Quando incontri la vita

Non sciuparla amandola troppo

O girandoci intorno

Staccane un pezzo alla volta

Carne da carne

Fino a trovarne il fondo.

 

Quando incontri la vita

Stringila a pugno e respirala forte

Prima che agitata

Voli via.

 

In apertura a Mauro Ermanno Giovanardi, seppur con un tempo limitato a disposizione, si sono esibiti Federico Carbone, frontman dei Poison Blackout, e a seguire, il musicista Cristian D’oria accompagnato dal chitarrista Andrea Mottadelli. Per quest’ultimo duo, il musicista Marco Cosma Vignera Carusino ha felicemente accettato l’invito di salire sul palco per l’esecuzione di una parte dei brani proposti.

Un sentito grazie per l’ospitalità all’Arci Tambourine di Seregno e a Maninalto Record per aver permesso di esserci.