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Marlene Kuntz al Monk | Biennale MArteLive

16 Ottobre 2022 – MONK Roma

 

A cura di Antonio Bastanza

 

Non so se vi piacciono gli spoiler, magari siete di quei tipi che preferiscono la sorpresa del colpo di scena, del cliffhanger a tutti i costi alla bellezza di una storia che si dipana in tutta la sua magnificenza.

Non ci sono coups de theatre nella storia di questo concerto e lo spoiler è proprio questo.

La parabola artistica della band di Cuneo, che nasce Sonica e Sonica rimane, seppur in modo diverso, è da sempre in evoluzione come in continua evoluzione è l’essere umano.

La storia dei Marlene è fatta di stop e ripartenze, di pagine che si chiudono e altre che, immediatamente dopo vegono scritte, in un flusso perenne che, come lo scorrere di un fiume, si nutre dei suoi affluenti.

La storia dei Marlene è la storia di uomini che convergono in questa infinità, che riversano al suo interno scampoli di vita, esperienze, il fuoco della passione, l’estro, il genio, la conoscenza, le abilità personali, la forza della coerenza e della convinzione.

Oggi come 30 anni fa questa è Marlene e la nuova vita chiamata Karma Clima ne è solo l’ennesima rappresentazione.

Nessun Coup de theatre, perchè un concerto dei Marlene non è mai questo ma un percorso tra gli anni andati e quelli attuali, tra la gloria del rumore, impeto giovanile che brucia e consuma, e l’elogio della maturità, della consapevolezza, del valore del sussurro.

Inserito all’interno della Biennale MArteLive, il più grande festival multidisciplinare diffuso d’Europa, con oltre 1500 artisti provenienti da tutto il continente distribuiti nei 9 giorni dell’evento in oltre 100 location tra Roma e Lazio, il concerto dei Marlene Kuntz è uno degli appuntamenti di #ALTRNTV, rassegna che nasce come festival musicale incentrato sul concetto di ricerca musicale come veicolo di innovazione, sperimentazione e promozione di sonorità nuove ed originali. La parola chiave è Diversificazione, quindi, come motore culturale, come propulsore per la partecipazione attiva del pubblico agli spettacoli e alle attività dei locali che li ospitano, come stimolo alla crescita culturale.

I Marlene Kuntz sono stati e sono una delle band italiane che meglio rappresentano il lato più diretto e sincero della musica, una band che ha nel rapporto viscerale col proprio pubblico una delle connotazioni più caratteristiche. Intensi, divertenti, emozionanti i 5 ex ragazzi non deludono mai, regalando set sospesi tra vecchi e nuovi classici, tra rumore e dolcezza, tra sussurri e urla.

Attesa prima data del tour autunnale, quella del Monk rappresenta una delle prime occasioni per ascoltare la resa live dei nuovi brani dei Marlene, concepiti in maniera sostanzialmente diversa rispetto a come eravamo abituati, con un sound decisamente meno chitarroso rispetto al passato. La nuova sonorità dei brani costruiti attorno al progetto Karma Clima è sul disco decisamente accattivante perchè, in maniera ferma e decisa, sposta il fuoco dei Marlene in una direzione diversa, non distante, non opposta, perchè non è di questo che aveva bisogno la band.

Il senso di coralità che lascia l’ascolto di KarmaClima, di commistione tra le individualità che, come liquidi che si miscelano tra vasi comunicanti, raggiungono un equilibrio sorprendente, è stata la sorpresa maggiore del nuovo lavoro. Al netto di alcune false dissonanze dettate dalla desuetudine ad ascoltare un cantato di Godano su un tappeto sonoro diverso e un drumming “nuovo” come quello di Sergio Carnevale, Karma Clima è un disco che funziona: la curiosità semmai era se lo stesso si sarebbe potuto dire durante l’esibizione live.

La partenza è una stilettata, Come stavamo ieri e Ineluttabile, scaldano i cuori di un pubblico partecipativo come raramente succede.
Tra brani vecchi e nuovi il concerto non concede un attimo di tregua, nemmeno quando i ritmi si abbassano e i suoni diventano più dilatati.
La band trascina il suo festante uditorio in un baccanale rock che travolge le anime riempiendole ora di gioia ora di vivida emozione.

I 4 brani di Karma Clima inseriti in scaletta si integrano perfettamente col repertorio della band. Vita su Marte, La Fuga e Lacrima in particolare si apprestano a diventare dei nuovi classici per il pubblico dei Marlene e, va detto, non sfigurano assolutamente dinanzi ai brani più amati.

Il contributo di Arneodo al suono di questa nuova vita dei Marlene è importante e non scontato anche dal vivo ma in generale tutta la band, da Tesio a Lagash passando per Carnevale e per il solito sciamanico e carismatico Cristiano Godano, dimostra una fremente vitalità artistica che non può che avere il suo naturale sfogo nell’esibizione dal vivo.
Da A fior di pelle a Io e me, dall’immancabile Nuotando nell’aria all’inevitabile, ahimè me lo perdonerete, La canzone che scrivo per te, da Impressioni di Settembre a Schiele il rollercoaster passionale del concerto giunge a destinazione con la caustica Il Genio, prima dell’Encore, dedicato alle 3 anime che hanno segnato la storia del gruppo.
Si inizia con l’inno alla Bellezza, alla ricerca dell’incanto e della meraviglia, si prosegue con Lieve, sospesa tra melodia e rumore, si conclude con l’esplosione Sonica, con i suoni che si dilatano e si contorcono infinitamente accompagnando alla fine del viaggio un pubblico raggiante.
Osservare i visi della gente uscire dalla sala concerti del Monk è stato, come sempre, uno splendido modo per carpire pensieri e sensazioni dei partecipanti: tanti, tantissimi sorrisi, volti madidi di sudore, occhi scintillanti di allegria, di bellezza, ovunque.
Il concerto dei Marlene Kuntz, questo concerto, si incastona come una pietra preziosa su un anello fatto di tante piccole meraviglie.
Il cielo sereno, la notte calda e accogliente che hanno reso l’atmosfera ancor piu speciale, i sorrisi della gente, la città attorno che in questa ottobrata romana è sembrata per una volta concedere una tregua alla propria frenesia.
È in serate come queste che ti accorgi che, a volte, basta davvero poco a rendere felici le persone, davvero poco.