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Testi e immagini a cura di Monica Alabianca Sala

É  passata una settimana dal concerto dei Marlene Kuntz a Bergamo e ancora vibriamo di quelle onde positive e quel magnetismo che ci hanno trasmesso attraverso i suoni e le canzoni dal palco di quella sera.

E questa volta abbiamo davvero la sensazione che una manciata di scatti non serva granchè per raccontare cosa possa trasmettere un concerto.

I Marlene Kuntz, nella loro ultratrentennale carriera ci hanno abituati alla minuziosità, al rock, alla ricerca, all’inquietudine, al perfezionismo, alle chitarre graffianti, alla “solitudine”, alla poesia, alla rivoluzione e alla ]pace, sempre snobbando i facili consensi e gli effimeri successi che durano una stagione estiva.

Le loro origini piemontesi li accomunano a certi aspetti tipici che si ritrovano nei caratteri degli abitanti di questa regione, primo fra tutti, la ricerca dell’essenziale.

Un’essenzialità che non significa privazioni, bensì concentrarsi sulla vera sostanza delle cose: nella musica, come nei rapporti umani e nei molteplici obiettivi perseguiti, raggiunti e da raggiungere ancora.

Attualmente Karma Clima è con buona probabilità il loro progetto più ambizioso, nato da menti aperte all’innovazione, sensibili, e alla consapevolezza di chi si percepisce parte di un mondo che va oltre la musica e l’essere musicisti.

E così che i loro concerti diventano anche il mezzo per coinvolgere un numero sempre più crescente di persone che insieme vogliono occuparsi di tematiche ambientali e hanno a cuore il bene comune.

Una band orgogliosamente italiana, non “per tutti”, non per chi non ha la pazienza delle lunghe attese, del fermarsi ogni tanto per godersi il paesaggio, non per chi non riesce a trasformare la rabbia che ha dentro in una spinta per ripartire, non per chi non ha voglia di mettersi in gioco in prima persona. Ma i Marlene Kuntz andrebbero considerati “patrimonio artistico e sociale” e dovrebbero essere ascoltati sia attraverso le loro canzoni che attraverso la storia che ogni giorno stanno cercando di raccontarci e migliorare.

E a questo proposito, c’è una cosa che tutti potremmo iniziare a fare ad un loro prossimo concerto: spegnere i telefonini, dimenticarceli un paio d’ore nelle tasche e goderci i Marlene Kuntz in tutta la loro essenza e totalità.

 

 

Grazie a:

Marlene Kuntz, Bergamo NXT Station. Latteria Molloy, Bergamo1000, L’altoparlante ufficio stampa