6 minuti 1 mese

a cura di Maurizio Lucchini

È già passato un anno dalla prima edizione di Aghia Sophia Fest (qui il report)

e siamo di nuovo all’Abbazia di Corazzo per due intensi giorni di attività.

L’anno scorso avevamo  visto Matteo Saudino (Barbasophia), gli A R T I C O, Yosonu, Francesco Motta, Babilonia Teatri , L’uomo Senza Tonno e i dj set di Fabio Nirta e Roberto Vagliolise

Nel primo pomeriggio di sabato, 9 luglio dell’anno 2 DC (Dopo Covid), tutto era già pronto e impeccabile, palco, stand, spazio tende, tutto quello che serve per sopravvivere 2 giorni lontano dal mondo e dalla civiltà.

La location ci portava infatti indietro di molti secoli, non solo per i ruderi dell’Abbazia dei benedettini risalente all’XI secolo, quanto per l’isolamento estremo dalle reti telefoniche e dalle connessione dati. Solo di tanto in tanto, una brezza di vento, portava qualche sporadico byte, stampando larghi sorrisi sui volti di pochi fortunati navigatori, mentre gli altri areanati sulle spiagge del mondo analogico, cercavano di riprodurre  su carta la grafica di Instagram, disegnando improbabili selfie e girando tra le persone alla ricerca di qualche apprezzamento o condivisione.

Nel tardo pomeriggio hanno inizio le visite guidate ai resti dell’abbazia, curate da Claudia Coppola

La prima serata vedrà suonare Giovanni Truppi con alcune incursioni musicali di Dario Brunori, preceduti da L’ennesimo e da Arvur.

Eccoli veloci, insieme allo staff, durante il soundcheck

 

Mentre mostre fotografiche e illiustrazioni incorniciano e danno nuova vita ai ruderi.

…nell’anfiteatro inizia un dibattto che vede come protagonisti due musicisti Giovanni Truppi e Dario Brunori stimolati e stuzzicati da Giuseppe Bornino.
Si parla di musica, di aneddoti, di pianoforti che esplodono, di letture ed ispirazioni.

 

Si fa sera, è ora di cena, di cibo, di birra, di vino, una lunga, ordinata fila si avvia verso gli stand.

L’Abbazia inizia ad illuminarsi, ricreando antichi scenari in grado di far provare strane sensazioni, come l’essere teletrasportati in un lontano passato.

Uno spettacolo teatrale da inizio alla serata, si tratta di “Amanda. Colei che deve essere amata”, semifinalista al Premio Scenario e finalista al Premio PimOff per il Teatro contemporaneo, che parla di una  storia d’amore tra una donna e il suo disturbo, l’acufene.
Lo spettacolo è stato prodotto dall’associazione LaboArt Tropea, che si occupa di inclusione attraverso il teatro,  ideato e scritto dai fratelli Carchidi e ha visto in scena Antonella Carchidi.

 


 

Ed ecco arrivare il momento del concerto.

Apre la serata musicale Arvur

 

a cui fa seguito L’ennesimo

 

per concludersi con forse più di due ore di concerto, del musicista Giovanni Truppi che ha visto incursioni piratesche di Dario Brunori

 

Durante la serata, ecco comparire SOCIALaser, un anomino collettivo di attivisti e artisti digitali, di cui avevamo già sentito parlare, e visto in azione, un mese fa, durante un evento a Mantova, il “Without Frontiers | Lunetta a Colori”.
In quell’occasione l’intervento artistico, volto ad evidenziare le contraddizioni di una certa stampa locale verso il rifacimento di alcune opere di steet art, ha digitalmente “vandalizzato” un’opera d’arte ponendo ai visitatori un imporante quesito.
Anche in questa occasione questo collettivo di Artivisti/HackTivisti ha posto una domanda, di non poco conto, vedete tutto nel breve video

 

È notte fonda, le temperature sono invernali, l’umidità infernale, ma la gente resta, resta a ballare fino all’alba, circuita dal DjSet di Fabio Nirta.

 

Poche ore di sonno e la musica già ricomincia, proseguendo fino a sera, siamo giunti quindi a domenica, 10 luglio, secondo e ultimo giorno del festival, la giornata ha inizio con Tracey Party  che ha visto protagonisti   Georgio Oniani + Lino Pugliese, Vagliolise, AB RU + Francesco Brizza

 

il pomeriggio prosegue è l’ora di “Antigone, piccola festa di filosofia tra i boschi”, con Vincenzo Santarcangelo, Nadia Castiglioni, Giuseppe Bordino e Armando Canzonieri.

Sono le 21 circa, Silvia Cosentino, ci presenta e conversa con Emidio Clementi per poi lasciarlo ad un reading, tratto dal suo ultimo libro “Gli anni di Bruno“, una lettura sapientemente sonorizzata da Ignacio Nistic

Sono le 22, le prime gocce di condensa arrivano sull’erba, le temperature iniziano a crollare, le luci si spengono sull’Abbazia di Corazzo e sulla seconda edizione di Aghia Sophia Fest, mentre gli organizzatori già parlano di come svolgere la futura edizione.