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Rubrica a cura di Vito D’Addesa

Per il primo mercoledì di luglio ritorna lo “Speciale Serie TV” e la protagonista è Suburra.

Trattasi di una serie italiana prodotta da Netflix insieme a Cattleya e Rai Fiction, ambientata a Roma e ispirata all’omonimo film del 2015 diretto da Stefano Sollima, a sua volta tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. È composta da tre stagioni per un totale di 24 episodi ed è ispirata, così come il romanzo, ad eventi realmente accaduti.

Alessandro Borghi e Giacomo Ferrara in “Suburra”
Alessandro Borghi e Giacomo Ferrara in “Suburra”

La serie segue le vicende di uomini e donne d’affari, politici, uomini di fede, piccoli e grandi gangster nella Roma di oggi. Il cast è difatti un cast corale, dove ognuno dei personaggi può reclamare la propria colpa riguardante la corruzione e lo sfacelo della Città Eterna. Però in fondo i veri protagonisti sono Aureliano, Spadino e Gabriele: un piccolo mafioso di Ostia, uno zingaro e il figlio di uno sbirro. Cos’hanno in comune? Apparentemente niente, ma le circostanze li porteranno ad una strana e pericolosa amicizia.

Quello che se la comanda a Roma è Samurai, uno della vecchia scuola, quello che fa affari con la mafia siciliana, che vuole realizzare un porto proprio ad Ostia, dal quale controllare gli svariati traffici che la riguardano. Ed è proprio questo il filo conduttore della serie: Ostia e le sue potenzialità. Ognuno ne vuole una fetta o, magari, ognuno vuole una fetta grande come l’intera torta.

Francesco Acquaroli e Adamo Dionisi in “Suburra”
Francesco Acquaroli e Adamo Dionisi in “Suburra”

 

La serie mette in evidenza oltre l’attività della criminalità organizzata, anche quella dei politici corrotti, degli imprenditori senza scrupoli e degli uomini di chiesa deviati. È come una minestra, dove ogni singolo ingrediente ha la caratteristica di renderla marcia, un po’ come il cuore della Capitale, abitato da uomini e donne che usano ogni mezzo in loro possesso per arricchirsi e per ottenere il potere.

Ma nella serie c’è anche spazio per l’amore. Peccato che quest’amore alla fine fallisca sempre.

Una scena di “Suburra”
Una scena di “Suburra”

 

La colonna sonora della serie contiene moltissimi brani non originali che spaziano tra i più svariati generi musicali, nonché brani originali, come i dieci contenuti nell’album Suburra Final Season di Piotta, ognuno dei quali omaggia uno dei personaggi della serie. Ma il rapper romano non comincia la sua collaborazione con questa produzione soltanto nella stagione finale, anzi… Infatti l’inizio della collaborazione è da ricercare già nella prima stagione, nella quale le puntate si concludevano sotto le note di 7 vizi Capitale, brano realizzato insieme a Il Muro del Canto.

Di seguito trovate una playlist contenente alcuni brani estratti dalla colonna sonora della serie:

7 vizi Capitale – Piotta & Il Muro del Canto

Il cielo in una stanza – Mina

Acida – Prozac+

Wait – M83

Pop porno – Il Genio

La giostra – Piotta

S.u.b.u.r.r.a. – Piotta