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Rubrica a cura di Vito D’Addesa

Il primo mercoledì di giugno è dedicato al regista palermitano Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif.

Da sempre appassionato di cinema, esordisce dietro la macchina da presa nel 2013 con “La mafia uccide solo d’estate”, da cui è stata tratta l’omonima serie tv Rai. Qui Pif mette su video il suo disprezzo nei confronti della mafia e di ciò che rappresenta, tematica che verrà poi ripresa anche nel suo secondo lavoro da regista, “In guerra per amore”. Nel suo terzo e ultimo film, “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”, cambia tematica e rivolge la sua critica al processo di alienazione dell’uomo nei confronti del lavoro e dei rapporti sociali, dettata dal nefasto “algoritmo”.

Gli argomenti trattati dal regista sono mascherati dalla commedia, che spesso si trasforma in satira, poi in dramma, che punge e commuove.

“La mafia uccide solo d’estate” ripercorre con spiccata ironia l’attività di Cosa Nostra nell’arco degli ultimi decenni del secolo scorso, in un misto di sangue e omertà. La scena è di Arturo Giammarresi, interpretato (da adulto) dallo stesso Pif, che è stato concepito con sottofondo una sparatoria ordita dal futuro capo dei capi della mafia siciliana Totò Riina. Crescendo, il giovane Arturo si rende conto che si ritrova circondato da mafiosi, politici corrotti e personaggi omertosi. Ma c’è anche spazio per l’amore nel cuore di Arturo, un amore prima perso e poi ritrovato, un amore per cui ha lottato.

 

Una scena de “La mafia uccide solo d’estate”

 

Nel 2016 esce nei cinema “In guerra per amore”, un film ambientato durante la seconda guerra mondiale e che segue le vicende sempre del personaggio fittizio Arturo Giammarresi, interpretato ancora una volta da Pif. Arturo vive in America ed è costretto a tornare in Sicilia per poter chiedere la mano della donna che ama al padre moribondo. L’arrivo degli alleati è accolto con gioia dalla mafia, che approfitta del momento per risalire i ranghi.

 

Una scena di “In guerra per amore”

 

Nel 2021 esce nei cinema il terzo lavoro di Pif, “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”, una commedia un po’ romantica un po’ drammatica dai tratti fantascientifici. Il solito Arturo Giammarresi, interpretato questa volta da Fabio De Luigi, è un manager aziendale che si ritrova licenziato e senza un lavoro a quasi cinquant’anni a causa di un algoritmo, progettato da lui stesso, che determina l’effettiva utilità dei dipendenti all’interno dell’azienda. Viene assunto come rider dalla Fuuber, venendo sfruttato e sottopagato. Arturo, abbandonato anche dalla compagna, decide di provare un’applicazione creata dalla nuova azienda in cui lavora. Fa quindi la conoscenza di Stella, che gli appare sotto forma di ologramma, di cui si innamora.

 

 

Una scena di “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”

 

Le colonne sonore originali dei film diretti dal regista palermitano cono state composte da Santi Pulvirenti, che ha composto anche la colonna sonora della serie “La mafia uccide solo d’estate”. Le musiche utilizzate dal compositore, anche lui siciliano come il regista, sono in linea con le atmosfere della pellicola, prima allegre e poi amare, e viceversa. Degni di nota sono due brani composti da lui e cantati da Domenico Centamore e Thony, rispettivamente Tosami Lady per “La mafia uccide solo d’estate” e Donkey Flyin’ in the Sky per “In guerra per amore”.

Godetevi la playlist contenente alcuni brani estratti dalle colonne sonore dei film diretti da Pif:

La mafia uccide – Santi Pulvirenti (“La mafia uccide solo d’estate”)

Funerale Dalla Chiesa – Santi Pulvirenti (“La mafia uccide solo d’estate”)

Mercato a Ballarò – Santi Pulvirenti (“La mafia uccide solo d’estate”)

Tosami Lady – Santi Pulvirenti & Domenico Centamore (“La mafia uccide solo d’estate”)

Donkey Flyin’ in the Sky – Santi Pulvirenti & Thony (“In guerra per amore”)