5 minuti 4 mesi

Testi e immagini a cura di Monica Alabianca Sala

Sabato 30 Aprile, il Piazzale Alpini di Bergamo si è rapidamente affollato, alle 21.30 Motta è salito sul palco e da quel momento in poi la serata è stata un progressivo, costante e intenso susseguirsi di picchi emotivi pazzeschi.

Oltre due ore di live, diciotto pezzi a ripercorrere la carriera artistica del cantautore e polistrumentista che con questa data chiude il suo intenso tour invernale, preceduto dall’uscita di “Semplice”, sua ultima produzione discografica.

Poche parole tra un’esecuzione e l’altra, un coinvolgimento viscerale da parte di Motta e ottime performances anche dei musicisti che lo hanno ben supportato, diventando a loro volta protagonisti di una serata musicalmente perfetta.

Suoni prima melodici, poi distorti, armoniosi, elettronici, ritmati, buttati fuori a tutta potenza dalle percussioni, o di nuovo con delicatezza grazie alla poesia dei violoncelli.

Strumenti che hanno accompagnato e sorretto le parole malinconiche, le frasi sull’amore, i pensieri nostalgici e hanno dato ancor più forza alla rabbia, ai sentimenti pronti ad esplodere, urlati, spesso necessari alla nostra evoluzione e al cambiamento.

Il palco è stato spesso avvolto da luci soffuse, solo in pochi pezzi invaso dalla potenza visiva dei toni del rosso, i musicisti diventavano ombre create dagli effetti dei contro luce, il buio a tratti spaccato dai giochi dei laser.

La cura nella gestione della luce ha dato un bel valore aggiunto al “racconto” delle canzoni.

E insieme a tutto questo, due cose ricorderò a lungo di questo live:

  • Motta, che a sorpresa rompe ogni remora e si racconta al pubblico. Un solo brevissimo intermezzo tra le canzoni, con toni pacati e confidenziali, il racconto di un periodo particolare della sua vita e una dedica che mi hanno colpito.
    Sapere che persone che non ti aspetti hanno in realtà vissuto esperienze comuni alle nostre ci fa sentire meno soli.
  • L’ elevata ed insolita presenza di bimbi molto piccoli, alcuni pieni di vitalità, altri più assonnati, tenuti per mano, con le teste appoggiate alle ginocchia dei grandi, o portati sulle spalle di adulti che cantavano e applaudivano, in qualche modo, con le braccia costrette ad acrobazie circensi per tenere a bada la prole.

Regali che mi hanno fatto imprimere bellissime immagini “mentali” e fatto sperare che la musica continuerà ancora per tantissimo tempo a rapire l’anima di molti esseri umani.

Motta chiude con un grande spettacolo e un successo di pubblico davvero meritato.

Serata riuscitissima anche per NXT Station che con il concerto di Motta ha dato ufficialmente il via ad una lunga stagione di eventi che ci terrà compagnia a Bergamo per i prossimi 5 mesi.

In apertura a Motta, il musicista Pietro Berselli ha presentato il suo interessante progetto artistico.

Per chi lo volesse approfondire lo trova su instagram @Pietroberselli.

Come sempre, i nostri ringraziamenti sono per quelle istituzioni e realtà che ci permettono di documentare gli spettacoli concedendoci la loro fiducia, per questo evento:

Bergamo1000, Latteria Molloy, NXTStation, L’altoparlante, Motta, Locusta booking

Un grazie particolare anche a tutto il personale impegnato sul posto e ai colleghi fotografi per la piacevole intesa nel sottopalco.

MOTTA ha suonato con:

Cesare Petulicchio – batteria
Giorgio Maria Condemi – chitarre
Carmine Iuvone – violoncello
Matteo Scannicchio – tastiere, elettronica
Francesco Chimenti – basso, violoncello

Tracklist Bergamo:

PRENDITI QUELLO CHE VUOI
DEL TEMPO CHE PASSA LA FELICITA’
E POI FINISCO PER AMARTI
QUELLO CHE SIAMO DIVENTATI
SEMPLICE
PRIMA O POI CI PASSERA’
QUELLO CHE NON SO DI TE
SEI BELLA DAVVERO
VIA DELLA LUCE
ABBIAMO VINTO UN’ALTRA GUERRA
CHISSA’ DOVE SARAI
FANGO
LA NOSTRA ULTIMA CANZONE
LA FINE DEI VENT’ANNI
SE CONTINUIAMO A CORRERE
ED E’ QUASI COME ESSERE FELICE
ROMA STASERA
QUANDO GUARDIAMO UNA ROSA