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Recensione a cura di Mattia Passariello

Siamo Tutti Brutti è il terzo disco (in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali) dei Bar Ponderoso, rock band messinese nata nel 2015 e già autrice di “Uno”, l’EP d’esordio distribuito in digitale e promosso da una serie di date tra Milano e la Sicilia, e di “Pacifico”, il primo album uscito nel novembre del 2018 per INRI/Metatron.

 

Il terzo lavoro dei Bar Ponderoso è una tela lunga cinque brani, sulla quale i rocker peloritani disseminano una rabbia che i quattro anni trascorsi dall’ultimo album non sembrano aver scalfito. La voce di Manuel Bisazza convoglia verso l’ascoltatore un intero camion di paranoia, un’incombente coltre di oppressione – ed un collerico tentativo di liberarsene che pervade l’intero EP, a cominciare dalla traccia di apertura OK OK OK, un mantra ipnotico, martellante, che lascia poi spazio al grunge di Kenjataimu. Questa espressione giapponese indica la fase successiva ad un orgasmo, coincidente con il momento di massima obiettività di un uomo, la metafora per la possibilità di fare un bilancio della propria esistenza. Una traccia tellurica, puramente grunge, che apre la strada verso la title track del disco. STB è un grande rimprovero collettivo, un punk impertinente che non risparmia nessuno, tantomeno chi ascolta, dove uno stacco trap volutamente distonico rispetto alla mistura di chitarra, basso e batteria ha il sapore di un pugno nei denti, di una verità sbattuta sul muso senza troppi complimenti.

 

 

Marshmallow, il secondo singolo estratto, è invece una power ballad  che punta il dito verso il consumismo anche relazionale che si annida tra le pieghe dei nostri giorni. Gravità Zen (Zero), la traccia che chiude il disco, è un gradito richiamo ai magnifici Sixties, alla genesi del rock ‘n’ roll come musa per decantare Messina, la città d’origine della formazione.

Attraverso un rock che sa essere piuttosto  versatile, i Bar Ponderoso ci ricordano che sì, a volte siamo davvero tutti brutti, e che il rimpianto, la rabbia, la frustrazione sono un’altra livella, un altro collante sotterraneo per l’umanità: il destino di ognuno nel grande mosaico può (spesso) dipendere anche dall’uso che se ne fa.

 

        Tracklist:

  1. Ok Ok Ok
  2. Kenjataimu
  3. Siamo Tutti Brutti
  4. Marshmallow
  5. Gravità Zen (Zero)