[INTERVISTA] I Krifi Wag a pochi giorni dall’uscita del video di Mormonic

Dal cuore del Veneto ci giunge forte il richiamo dei Krifi Wag, formazione che di recente ci ha consegnato un intrigante video tratto da un live in studio.
Abbiamo voluto approfondire con questa intervista in esclusiva per Dafenproject.

Chi sono le persone che compongono il vostro gruppo?

Siamo Simone Bastianello, Tommaso Ochs, Rolando Moro e Pietro Salmaso.

 

Da dove viene il nome Krifi Wag? 

Il nome è stato coniato a Padova nel 2017 da Simone.

 


Quale è la storia che porta persone che si conoscono (o non conoscono) a fare musica insieme, nel vostro caso?

Il caso più totale

La storia di Krifi Wag è assai particolare.

Tutto parte da me (Simone) che sono arrivato qui a Padova in una fase di cambiamento e ho conosciuto per caso Rolando in inverno nella nebbia sotto i portici di Via Roma a Padova grazie a un cappellino degli Stormo. Da subito c’è stata grande affinità con lui.

Lo stesso discorso del caso di può applicare agli altri due membri, Tommaso l’ho contattato senza neanche saper dove abitasse solo perché mi aveva subito conquistato in un suo video dove suonava un pezzo dei Muse fatto benissimo, mentre Pietro pensavo fosse un bassista atomico, in quanto lo vidi suonare il basso con un suo vecchio gruppo e mi colpì da subito.

In seguito grazie a un amico comune ho scoperto che era un chitarrista e al concerto di Sherwood dell’anno scorso gli ho subito chiesto di suonare con noi.

Non crediate però che il caso ci abbia fatti accontentare anzi, dai primi incontri il feeling e la semplice naturalezza fra noi, hanno creato sin da subito un forte senso di sicurezza e unione.

Come definireste il vostro sound ad una persona che non ha mai sentito la vostra band?

Credo fortemente che provare a esprimere a parole lo show e l’esperienza di Krifi Wag non sia soddisfacente, il live è l’unica rappresentazione che possa dare giustizia al percorso della band, comunque direi energico e raffinato.


Come nasce una canzone dei Krifi Wag?
Si tratta di un processo collettivo oppure c’è un motore nella band che trascina gli altri, coordinandone i contributi creativi?

Come risposta del mio corpo che spurga in arte ciò che freneticamente il mio cervello non riesce a razionalizzare ed è proprio per dare un’alternativa a me stesso di rielaborare la mia vita sotto un altro punto di vista più libero e riflessivo, per permettermi di immortalare la mia esperienza e catturare la frenesia dei momenti della vita. Un eccessivo bisogno di evadere.


Si tratta di un processo collettivo oppure c’è un motore nella band che trascina gli altri, coordinandone i contributi creativi?

Il compositore dei pezzi sono io, Simone, e ho iniziato nell’aprile 2016.

Tuttavia Il collettivo è importante per quanto riguarda il mio modo di intendere i pezzi e mi ritengo molto soddisfatto della formazione attuale, i membri riescono a pieno ad esaltare le partiture e sono tutte grandi personalità.

 


Avete da poco pubblicato il video di “Mormoric”, registrato durante una session live in studio.

Cosa potete dirci di questo brano?
Quale tematiche affronta?

Mormoric è una traccia tanto potente quanto intima.

Parla della disperazione dell’essere umano incastrato in una routine senza sbocchi di crescita che al stesso tempo riflette sull’importanza di continuare ad essere sé stessi contro ogni difficoltà.

 

 


E di questa session in studio, cosa potete raccontarci?
Come è nata l’idea di vivere lo studio in questi termini?

È stato un modo di adattarci alla situazione di stallo data dalla pandemia, e per non fermare la nostra ricerca di allestire uno show coinvolgente. Abbiamo utilizzato lo studio come palcoscenico di prova generale per i nostri concerti cercando di prepararci al meglio e rendere l’atmosfera visuale che ci siamo sempre immaginati

Quali sono le maggiori influenze nella vostra discografia?

Diciamo che nessuno di noi ascolta musica per farsi influenzare bensì per soddisfare se stesso. Siamo molto eclettici e la la nostra discografia in quattro sarebbe troppo lunga.

Ciò che ci influenza nella performance, nella composizione di musiche e testi, è dato dal bisogno di creare per noi stessi un qualcosa che vorremmo trovare ma non c’è.


Ci sono riferimenti extra musicali che vanno ad influenzarvi nei testi?

Tutto è un’ influenza extra musicale poiché nessun testo riguarda la musica anche sposano con essa ma le parole sono sempre frutto di parafrasi di vita personale.


Quali sono le cose più importanti per far sì che un progetto musicale indipendente riesca ad emergere?

La formazione giusta con la convinzione giusta, accompagnate da una buona dose di Virtù e fortuna


Cosa rende un disco o un brano efficace e forte?

La capacità di durare nel tempo, la personalità, l’armonia e fare scelte sempre nuove.

Siamo troppo rilegati agli standard, molte volte percepisco diffidenza nel lasciarsi andare anche da parte di artisti che si concentrano sugli aspetti più commerciali nel comporre come avessero una formula magica prestabilita e poi però, non trovano la loro vera voce. Siate voi stessi, osate di più!

Quali sono i vostri progetti per i prossimi mesi?

Ora. Siamo alle porte del tour estivo.
Grazie all’aiuto di Trivel, abbiamo già fatto le prime due date, sabato scorso eravamo al Cso Pedro a Padova e il prossimo sabato saremo al Rock’n’Roll di Milano.

Tra circa un mese usciranno altri singoli che andranno ad arricchire la tracklist del nuovo Ep. In uscita questo autunno.

Chi volesse ascoltarvi, da dove dovrebbe partire?

Strange mosquito, un mix di energia carattere e stile.