QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – SPECIALE SERIE TV: Gomorra

Rubrica a cura di Vito D’addesa

Per il primo mercoledì di maggio torniamo in Italia per parlare di una delle migliori serie tv italiane di sempre, Gomorra.

Ispirata all’omonimo romanzo di Roberto Saviano, la serie racconta le vicende che coinvolgono vari esponenti della criminalità organizzata napoletana. Attraverso la finzione, Saviano cerca di portare su carta e poi su schermo le verità nascoste di una città vittima della camorra. La cosa che più fa specie è la quasi totale assenza delle forze dell’ordine nella serie, a simboleggiare l’impotenza o, se volete, il “lasciar correre”. I protagonisti infatti sono proprio loro, i criminali, i mafiosi, gli spacciatori, quei personaggi di cui ci innamoriamo e con cui empatizziamo, ed è proprio quello l’obbiettivo dello scrittore: esaltare la mafia per poi smontarla.

 

Marco Palvetti in una scena di Gomorra

Sono tante le famiglie e i singoli criminali che infestano i quartieri di Napoli, da Scampia e le sue vele, fino al centro storico, tra Arenella e Forcella. Tra lotte intestine e faide tra clan rivali, lo spargimento di sangue è una costante. Perché non si può conquistare il rispetto senza la spada, con la quale sottomettere o annientare i propri avversari e gli onesti (ed inermi) cittadini.

Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito in una scena di Gomorrra

La cosa più bella di questa serie è che viene recitata in lingua originale, ovvero in napoletano. Avrebbe reso molto meno se recitata in italiano; il messaggio non sarebbe arrivato: per chi ha visto la serie, ve lo immaginate Salvatore Conte che dice «la verità è che ho lasciato a Napoli una banda di scemi che non sanno neanche trovarsi il ca**o nelle mutande». Non rende.

L’utilizzo del napoletano ha inoltre esaltato le interpretazioni degli attori, che ci hanno regalato delle performance a tratti memorabili. Difatti la recitazione è uno dei punti di forza della serie, insieme alla sceneggiatura, curata in prima persona anche dallo stesso Saviano, e alla regia. Tra i vari registi che si sono alternati e succeduti nel corso della serie ricordiamo Stefano Sollima, Francesca Comencini e Claudio Cupellini.

Cristina Donadio in una scena di Gomorra

Oltre alla serie, una menzione speciale va al film L’immortale, le cui vicende si svolgono in parallelo a quelle rappresentate nella quarta stagione. Il film, uscito nei cinema nel 2019, mantiene tutte le caratteristiche peculiari dell’opera madre e vede alla regia Marco D’Amore, interprete di Ciro Di Marzio nella serie.

 

Marco D’Amore in una scena di Gomorra

La colonna sonora, sia della serie che del film, è composta da musiche originali realizzate dai Mokadelic e da varie canzoni, perlopiù napoletane, cantate tra gli altri da Alessio, Co’Sang, Franco Ricciardi, Luchè, Ntò e Tony Colombo. I brani composti dai Mokadelic sono semplicemente fantastici ed inarrivabili, mentre le altre canzoni non sono tutte qualitativamente elevate, ma sono funzionali ed adatte alle circostanze narrate.

 

Di seguito è riportata una playlist contenente alcuni brani composti dai Mokadelic per la serie e per L’immortale:

Dust Ring – Mokadelic (da “Gomorra”)

Right to the Edge – Mokadelic (da “Gomorra”)

Doomed to Live – Mokadelic (da “Gomorra”)

Nothing to Be Gained – Mokadelic (da “Gomorra”)

Vacuum – Mokadelic (da “Gomorra”)

Ray of Hope – Mokadelic (da “Gomorra”)

Tragic Vodka – Mokadelic (da “Gomorra”)

Ciro’s Solitary Thoughts – Mokadelic (da “L’immortale”)

Gomorra Business Trip – First Impact – Mokadelic (da “L’immortale”)

Easy Father & Tragic Vodka – Back to Russians – Mokadelic (da “L’immortale”)

Doomed to Live – A Special Day – Mokadelic (da “L’immortale”)

Doomed To Live – A New Beginning – Mokadelic (da “L’immortale”)