QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – IL REGISTA DEL MESE: David Lynch

Rubrica a cura di Vito D’addesa

Per il primo mercoledì di dicembre ritorniamo negli Stati Uniti per parlare di uno dei più importanti registi degli ultimi 50 anni, David Lynch.

Nato pittore, entra nel mondo del cinema con prepotenza, dando sfogo alla sua vena creativa, regalandoci pellicole affascinanti e anche tanti incubi (e un bel po’ di mal di testa).

Lynch costringe lo spettatore a pensare, a riflettere su quale possa essere il significato che si cela dietro alle sue pellicole. La sua mente contorta e allo stesso tempo geniale mettono in scena situazioni assurde, grottesche, fantastiche, facendo provare allo spettatore tutta una gamma di emozioni contrapposte.

Lynch è uno di quei registi capaci di farsi amare e allo stesso tempo odiare: lo odi perché nei suoi film non si capisce un tubo; lo ami per la potenza visiva delle immagini che ti regala e per la potenza emozionale che si cela sotto ogni suo film, che è una vera e propria opera d’arte su pellicola.

Il suo più grade successo è probabilmente la serie televisiva “Twin Peaks”, ideata insieme al collega Mike Frost. La serie, che è composta da 3 stagioni uscite nell’arco di quasi 30 anni, è stata ben presto elevata a stato di cult ed è considerata una delle serie tv più influenti della storia della televisione.

Ci sarà sicuramente, prima o poi, uno SPECIALE SERIE TV a riguardo.

 

Scena di “Twin Peaks”

 

Il film di esordio è “Eraserhead”, datato 1977. Il film è in bianco e nero e segna l’inizio della collaborazione artistica di David Lynch con l’attore Jack Nance, qui protagonista della narrazione. Il film è stato girato nell’arco di 5 anni e rappresenta probabilmente l’opera più surreale e grottesca della filmografia del regista. Esso narra le vicende Henry Spencer, tipografo in ferie, che abita in uno squallido appartamento in una squallida città, alle prese con delle situazioni, per l’appunto, surreali.

Nel 1980 dirige “The Elephant Man”, film biografico che narra le sfortunate vicende di John Merrick, soprannominato l’uomo elefante per via delle deformità di cui era pieno il suo corpo. Qui il progredire delle vicende è lineare, senza colpi di carambola e alterazioni della realtà, a parte qualche inesattezza storica. Il film ebbe un grande successo all’epoca della sua uscita, anche grazie alle interpretazioni di Anthony Hopkins e John Hurt, quest’ultimo nel ruolo di John Merrick.

 

Scena di “Eraserhead”

 

Nel 1984 esce nelle sale “Dune”, film di fantascienza tratto dall’omonimo romanzo di Frank Herbert. Nell’Undicesimo millennio l’umanità è diffusa nell’universo ed è governata dall’imperatore Shaddam IV Corrino. Al centro di tutto c’è il pianeta Arrakis, detto Dune, sul quale si origina la Spezia, sostanza essenziale per il benessere dell’umanità. Il film non venne accolto calorosamente al botteghino, ma con il passare degli anni è diventato vero e proprio cult del cinema di fantascienza. Il protagonista Paul Atreides è interpretato da Kyle MacLachlan, il ben noto agente speciale Dale Cooper di “Twin Peaks”.

Due anni dopo, nel 1986, esce nei cinema “Velluto blu”, film giallo dal carattere noir. Il titolo originale è tratto dall’omonimo brano di Bobby Vinton, interpretato nel film da Isabella Rossellini. Jeffrey Beaumont, intrepretato da Kyle MacLachlan, è un giovane studente che sta indagando personalmente su un caso della polizia e si vedrà la vita sconvolta nel momento in cui incontrerà la cantante Doroty Vallens, interpretata appunto da Isabella Rossellini. Il film segna anche l’inizio della proficua collaborazione del regista con l’attrice Laura Dern.

 

Scena di “Velluto blu”

 

Nel 1990 David Lynch presenta “Cuore selvaggio” al 43° Festival di Cannes, film vincitore della Palma d’oro. Si tratta di un road movie che spazia dalla commedia al dramma, con riferimenti marcati alla storia del mago di Oz. Qui il grottesco è dato soprattutto dalla presenza dei personaggi che costituiscono il gruppo di antagonisti nella storia. I protagonisti sono Sailor (Nicolas Cage) e Lula (Laura Dern), due giovani amanti che lasciano la propria città in una fuga d’amore.

Nel 1992, un anno dopo l’uscita della seconda stagione di “Twin Peaks”, esce nei cinema “Fuoco cammina con me”, prequel della serie tv. il film racconta le intagini sull’omicidio di Teresa Banks e gli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer. Ovviamente il film non è comprensibile a chi non ha visto la serie.

Scena di “Cuore selvaggio”

 

Cinque anni dopo, nel 1997, esce nelle sale “Strade perdute”, un noir grottesco e allucinante, con doppie identità ed altri espedienti cari al regista. Fred è un musicista jazz che vive con sua moglie Renée, di cui sospetta che lo stia tradendo. Una mattina Renée trova davanti casa un pacco con all’interno una videocassetta che mostra una ripresa dell’esterno della loro abitazione. Da qui ha inizio il delirio lynchiano, contornato da un pallido uomo misterioso che sembra tenere le fila del gioco.

Nel 1999 Lynch dirige “Una storia vera”, film biografico basato sulla storia vera di un contadino statunitense, Alvin Straight. Tale contadino, all’età di 73 anni, decise di intraprendere un lungo viaggio a bordo di un trattorino taglia erba per andare a trovare il fratello reduce da un attacco di cuore, con il quale aveva perso i contatti da anni. Alvin percorse 240 miglia in 6 settimane. Questa è sicuramente la storia più lineare che Lynch abbia mai raccontato, senza surrealismi né incubi. L’attore protagonista della pellicola, Richard Farnsworth (candidato all’Oscar per la sua interpretazione), era affetto da un cancro in fase terminale e si suicidò l’anno successivo all’uscita del film.

Scena di “Strade perdute”

 

Nel 2001 esce nei cinema “Mulholland Drive”, film all’apice della carriera cinematografica del regista. Si tratta di un thriller psicologico, “una storia d’amore nella città dei sogni” (slogan del film), con protagoniste le affascinanti Naomi Watts e Laura Harring, che interpretano due giovani donne, la prima un’aspirante attrice appena arrivata a Los Angeles e la seconda una donna affetta da amnesia a seguito di un incidente d’auto. Originariamente il film era stato concepito come un pilota per una serie televisiva, ma alla fine non se ne fece niente. È diventato invece un film, nel quale Lynch ha lasciato aperto all’interpretazione il significato del tutto. Comunque sia, nel 2016 “Mulholland Drive” è stato nominato il più grande film del XXI secolo in un sondaggio condotto da BBC Culture, grazie allo giudizio di 177 critici cinematografici provenienti da tutto il mondo.

L’ultima fatica cinematografica di Lynch è rappresentata da “Inland Empire”, uscito nelle sale nel 2006. Questo film, che è un thriller dai tratti grotteschi, comincia come se fosse una storia lineare, senza alterazioni della realtà, ma poi si rivela per quello che è: il film meno controllato e più confuso di Lynch. Dare un significato a questo film è davvero arduo. Lynch stesso ha descritto il film come “un mistero su una donna in pericolo”, la quale donna è interpretata dalla solita Laura Dern.

Scena di “Mulholland Drive”

 

La colonna sonora è essenziale nei film di Lynch, è un tutt’uno con le immagini. Essa contribuisce a fare immergere lo spettatore nella storia, contribuisce a far provare determinate emozioni. Angelo Badalamenti è l’autore preferito da Lynch, essendo il compositore delle colonne sonore originali di più della metà dei sui film, nonché della serie tv “Twin Peaks”. In “Eraserhead” e in “Inland Empire” il regista stesso ha collaborato nella realizzazione della colonna sonora. In “The Elephant Man” la colonna sonora è stata composta da John Morris, mentre quella di “Dune” è dovuta a Brian Eno e alla band Toto. Il resto è opera di Badalamenti, il quale compare come attore in “Mulholland Drive”. In realtà in “Strade Perdute”, oltre ai brani di Badalamenti, sono presenti anche brani originali di altri artisti, tra cui Marilyn Manson. Nei film di Lynch non mancano però inclusioni di brani non originali dei più svariati artisti, dai Rammstein a David Bowie passando per Nina Simone e i Them.

Di seguito è riportata una playlist contenente alcuni brani estratti dalle colonne sonore dei film diretti da David Lynch:

 

In Heaven (Lady in the Radiator Song) – David Lynch & Alan R. Splet (“Eraserhead”)

Carnival – John Morris (“The Elephant Man”)

First Attack – Toto (“Dune”)

In Dreams – Roy Orbison (“Velluto Blu”)

Baby Please Don’t Go – Them (“Cuore selvaggio”)

The Pink Room – Angelo Badalamenti (“Fuoco cammina con me”)

I’m Deranged – David Bowie (“Strade perdute”)

Laurens Walking – Angelo Badalamenti (“Una storia vera”)

Mulholland Drive – Angelo Badalamenti (“Mulholland Drive”)

Black Tambourine – Beck (“Inland Empire”)