QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – IL REGISTA DEL MESE: Sofia Coppola

Rubrica a cura di Vito D’addesa

Ben ritrovati, cari lettori di Dafenproject.

Ci sono davvero poche certezze in questo periodo storico, una delle quali è l’appuntamento mensile con la rubrica QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE, nella quale ritorna protagonista una regista donna. Il primo mercoledì d’aprile è infatti dedicato alla regista, sceneggiatrice, attrice e produttrice statunitense Sofia Carmina Coppola.

Figlia del arcinoto regista italoamericano Francis Ford Coppola, ha sempre dovuto combattere le accuse contro il fatto di essere una Coppola, una raccomandata insomma… Ma alla fine i suoi lavori parlano per lei. Difatti la sua carriera è costellata da pochi fallimenti e da tanti successi, conseguendo tra l’altro il favore della critica e vantando nel suo palmarès un Oscar alla migliore sceneggiatura originale (“Lost in Translation”), un Leone d’oro al miglior film a Venezia (“Somewhere”) e un Prix de la mise en scène a Cannes (“L’inganno”).

 

Sofia Coppola e Bill Murray sul set di “Lost in Translation

 

La sua carriera da regista comincia nel 1999 con “Il giardino delle vergini suicide”, dove racconta la storia di 5 sorelle succubi di una società fallocentrica e di una famiglia iperprotettiva. Troveranno la libertà soltanto nella morte e ciò dovrebbe far riflettere.

Segue la sua opera migliore, la ciliegina sulla torta rappresentativa della sua filmografia, “Lost in Tanslation”. È difficile comunicare quando non ci si capisce ed è semplice comprendere chi è come noi. Se non avete ancora visto il film, non fidatevi dell’adattamento italiano del titolo: L’amore tradotto… Non vi preoccupate, non è una commedia romantica da quattro soldi…

Il terzo film targato Sofia Coppola è “Marie Antoinette” ed è una rilettura in chiave pop della vita di corte di Maria Antonietta, sposa del re di Francia Luigi XVI. Il film ha polarizzato la critica: c’è chi come me lo ha amato e chi lo ha odiato profondamente. In effetti non è il classico film storico che uno si aspetta. La colonna sonora è un misto di canzoni dell’epoca e moderne, ad un certo punto vengono inquadrate, volutamente, un paio di Converse, ed è un film molto rosa, letteralmente.

 

Kirsten Dunst in “Marie Antointette”

 

“Somewhere” invece rappresenta in qualche modo una biografia della stessa regista. Infatti Sofia Coppola con questo lungometraggio vuole mettere in scena alcuni aspetti della sua infanzia, l’infanzia della figlia di Francis Ford Coppola. Ovviamente il film non parla direttamente di lei, ma il contesto è chiaro e il rapporto tra lei e suo padre e tradotto nel rapporto tra l’attore Johnny Marco e la figlia Cleo.

Quindi dirige “Bling Ring”, basato sull’omonima banda di ladri, composta da giovani donne e uomini, operante tra il 2008 e il 2009 a Los Angeles e che prendeva di mira soprattutto le case di gente dello spettacolo.

Nel 2015 sbarca su Netflix con un film di Natale dal titolo “A Very Murray Christmas”. Il protagonista è ovviamente Bill Murray e cerca di portare un po’ di felicità e spirito natalizio nei cuori di noi spettatori.

Nel 2017 presenta al Festival di Cannes “L’inganno”, adattamento del romanzo “The Beguiled” di Thomas P. Cullinan, ambientato durante la Guerra di secessione americana. Si tratta per l’appunto di una storia di inganni, che coinvolge e travolge un caporale nordista e le donne di un collegio femminile che lo hanno accolto tra di loro, pur sapendo del pericolo in cui incorrevano.

 

Una scena de “L’inganno”

 

L’ultima fatica di Sofia Coppola è rappresentata da “On the Rocks”, una commedia agrodolce, che si rifà un po’ ai primi lavori della regista. Per questo film torna a lavorare con Bill Murray e devo dire che l’accoppata Coppola-Murray è ormai diventata una garanzia.

 

La colonna sonora dei film di Sofia Coppola è curata nel dettaglio. Quella de “L’inganno” è stata composta dal gruppo pop rock francese Phoenix, gruppo che compare con alcuni pezzi in quasi tutti i film di Sofia Coppola, mentre per il suo primo lungometraggio, “Il giardino delle vergini suicide”, la regista statunitense affidò la colonna sonora ad un altro gruppo francese, ma di musica elettronica, gli AIR, duo formato dai francesi Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel. In “Lost in Translation”, “Marie Antoinette”, “Somewhere”, “Bling Ring”e “On the Rocks” la colonna sonora è composta essenzialmente da brani già editi; in particolare in “Marie Antoinette” si possono ascoltare musiche classiche mescolate a musiche moderne (perlopiù degli anni ottanta).

In “A Very Murray Christmas” ci sono tante canzoni di natale cantate, tra gli altri, dallo stesso Bill Murray.

 

Di seguito potete trovare la consueta playlist realizzata con brani estratti dalle colonne sonore dei film diretti da Sofia Coppola:

Playground Love – AIR (da “Il giardino delle vergini suicide”)

Girls – Death in Vegas (da “Lost in Translation”)

Too Young – Phoenix (da “Lost in Translation”)

Alone In Kyoto – AIR (da “Lost in Translation”)

Aphrodisiac – Bow Wow Wow (da “Marie Antoinette”)

What Ever Happened – The Strokes (da “Marie Antoinette”)

Pulling Our Weight – The Radio Dept. (da “Marie Antoinette”)

Natural’s Not in It – Gang of Four (da “Marie Antoinette”)

My Hero – Foo Fighters (da “Somewhere”)

Crown on the Ground – Sleigh Bells (da “Bling Ring”)

POWER – Kanye West (da “Bling Ring”)

Nessuno – Mina (da “On the Rocks”)