QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – IL REGISTA DEL MESE: Ari Aster

Rubrica a cura di Vito D’addesa

Novembre. Autunno inoltrato. Voglia di horror.

Oggi è il turno di un altro giovane regista del genere, Ari Aster.

Così come il suo collega Robert Eggers, nonostante la sua giovane età, ha già dimostrato di poter dare molto al mondo dell’orrore. Le sue qualità di sceneggiatore e regista sono indiscutibili. Porta sullo schermo storie avvincenti, coinvolgenti, contornate da una regia di tutto rispetto, con dei picchi elevati. Quello che fa è essenzialmente prendere delle tematiche già viste e riviste e darle nuova linfa, prendere qualcosa di standard, per i canoni dell’horror, e trasporli in maniera innovativa, sia in termini di scrittura che di direzione.

Sono due i suoi lungometraggi che hanno visto la luce ad oggi; due film che si trovano agli antipodi, ma che hanno un’identità comune, quella di Aster.

Il primo è “Hereditary”. È la storia di una famiglia;

una famiglia all’apparenza normale… E lo è, fin quando non accadrà qualcosa accenderà un’escalation di follia, rabbia cieca. Presenze demoniache porteranno i protagonisti in situazioni spiritualmente abiette, trascinandosi una scia di sangue, mista ad incomprensione e terrore. In questo film domina l’oscurità, secondo tutti i punti di vista; oscurità dominata dall’intensa interpretazione di Toni Collette, in un vero e proprio stato di grazia.

 

Toni Collette in una scena di “Hereditary”
Toni Collette in una scena di “Hereditary”

Quindi è la volta di “Midsommar”, un viaggio all’interno del folklore nordeuropeo. Alcuni ragazzi americani vengono invitati da un loro amico ad una vacanza in Svezia, per partecipare ad un festival folkloristico che celebra la metà dell’estate. Qui si succederanno degli avvenimenti uno più scioccante ed inquietante dell’altro, tra strani riti e tradizioni che rasentano la follia e il maligno. A differenza del suo predecessore, questo film ha una fotografia luminosissima che, per certi versi, rende ancora più inquietante il succedersi degli avvenimenti. Tutto è chiaro, bianco, con fiori a destra e a sinistra, a nascondere l’oscurità. Ancora una volta la protagonista è una donna, Dani, interpretata dalla splendida Florence Pugh.

I brani originale di “Hereditary” sono opera di Colin Stetson, mentre quelli di “Midsommar” sono da attribuire a Bobby Krlic, anche conosciuto come ‘The Haxan Cloak’.

Le musiche si amalgamano con i suoni diegetici, fino a formare una miscela indivisibile. Sono il perfetto completamento di ciò che vediamo… e non è cosa da poco, visto che difatti delle musiche adeguate possono davvero fare la differenza in un film dell’orrore.

Florence Pugh in una scena di “Midsommar”
Florence Pugh in una scena di “Midsommar”

Qui di seguito potete trovare una breve playlist con alcuni brani estratti dalle colonne sonore dei lavori di Ari Aster:

Charlie – Colin Stetson (da “Hereditary”)

Second Seance Part III – Colin Stetson (da “Hereditary”)

Dreaming – Colin Stetson (da “Hereditary”)

Get Out – Colin Stetson (da “Hereditary”)

Gassed – Bobby Krlic (da “Midsommar”)

The Blessing – Bobby Krlic (da “Midsommar”)

Fire Temple – Bobby Krlic (da “Midsommar”)