[RECENSIONE] “Cartoline” di Gaston: Istantanee di nostalgia

Recensione a cura di Mattia Passariello

Cartoline, EP del rapper leccese Gaston, è più un’epifania che un album. L’autoproduzione dell’artista salentino, uscita il 13 ottobre, si snoda lungo cinque tracce che cristallizzano frammenti di vita, di sogni infranti e di nuove fenditure di luce che insperatamente si manifestano per poi cedere il passo ai fantasmi di sempre, alle ombre che segnano il nostro cammino. Cosa rimane, però, alla fine di tutto?

Mixato da Federico Marsilio e impreziosito dalla presenza di producer e beatmaker quali Luigi Grande, Steve, Haso e Dnl Blz, Cartoline è la storia di un viaggio abortito. Il suono di un telefono che squilla a vuoto (La Folla) è il preludio a una fuga verso un orizzonte anelato ma ancora indefinito. Eppure fuggire è un impulso insopprimibile, un’azione dalla quale non si può più tornare indietro.

Il viaggio prosegue, di pari passo con l’intenzione di voler disperdere le proprie tracce, in Cartoline e Viale del Tramonto. Tuttavia, in Usciamo sempre nei soliti posti e Marea, la propulsione cede bruscamente il passo alle vecchie vessazioni, ad ansie mai realmente allontanate. Come quasi sempre alla fine di ogni viaggio, ciò che resta sono le istantanee, la transitorietà dei momenti.

Quello di Gaston è uno sguardo sul mondo dai tratti decadenti. Una ricerca del proprio posto nel mondo non ancora sublimata e segnata dalla malinconia che risiede silenziosa nel retro delle nostre esperienze ed energie giovanili, destinate a sciogliersi e a confluire nel ricordo. 

TRACKLIST

La Folla (G. Tafuro – D. Bortone)

Cartoline (G. Tafuro – F. Marsilio)

Viale del tramonto (G. Tafuro – L. Grande)

Usciamo sempre nei soliti posti (G. Tafuro – D. Bortone)

Marea Delay (G. Tafuro – E. Badii – F. Marsilio)