[RECENSIONE] La psiche di An Early Bird

a cura di Giuseppe Visco

In uscita oggi Echoes Of Unspoken Words, album di An Early Bird, edito da Edition Mightytunes e distribuito da Artist First.

Il disco contiene 11 tracce di cui 5 rilasciate durante il periodo del coronavirus – da settembre in poi. An Early Beard, al secolo Stefano de Stefano, unisce sonorità differenti – alcune che riportano ai suoi primi lavori, altre molto più pop – creando un universo tutto suo in cui le parole accompagnano in un percorso molto fluido i suoni. Spicca la presenza dei sintetizzatori che con maestria si mescolano al resto.

L’album si apre con una dichiarazione alla vita – Declaration Of Life – dove a farla da padrona c’è la fiducia e la speranza nel puntare ogni volta a migliorarsi, ad ambire. In un mondo in cui ci ritroviamo a fronteggiare molto spesso la questione sulla quantità, l’artista pone una domanda: quando sarà il momento di fermarci? Fermarci a riflettere, a pensare, a sdoganare le concezioni che pesano. Fuori dagli schemi, fuori dai pensieri standardizzati: qual è il significato della quotidianità?

Sentirsi sbagliati nel posto giusto o giusti nel posto sbagliato? Semplicemente non pensarci, questa è la risposta che An Early Bird offre. Non esiste un concetto di giusto o di sbagliato bensì solo l’accezione che noi vogliamo dare alle cose.

Un lavoro che non è un semplice album bensì un vero e proprio percorso di crescita – artistica e personale – dell’autore, un continuo cambiare, evolversi, per divenire quello che è oggi.

Da tenere d’occhio.