[SINESTESIA] NESSUNO

Rubrica a cura di Nicola Simeone

NESSUNO

Notte fonda.
Il mare ulula.
Granelli di sabbia umida sotto i tuoi piedi.
Il vento ne alza un po’ e si depositano sulla tua schiena.
Brucia un po’ su tutti quei graffi.

Vedi, non serve a niente
Ripararsi dal vento

Ma sorridi.
Il rumore del mare ha preso il posto degli schiocchi, urla, pianti.
E’ speranza.
Hai dato tutto per questo momento.
Una luce, arriva la barca.
Piccolina ma ci andrete, siete solo in 46 questa sera.
Ti intimano di salire.
Occhi avorio si muovono nella notte.
Più veloce.
Tutti seduti.
Come a scuola.
Cos’è la scuola?
Ti siedi. Partiti.
Onde, la schiuma del mare ti bagna.
Acqua, sangue e sudore.
Il vento li raffredda. Ti raffredda.
Brividi.
Pensavi di aver lasciato le emozioni negli occhi di tua madre.
Raccogli le ginocchia nelle braccia.

Vedrai, non serve a niente
Rintanarti in te stesso

Le luci della costa sono spente ormai.
E’ buio.
E’ freddo.
E’ rumore.
Ti avevano detto che la guardia costiera vi avrebbe salvato.
Ma non c’è nessuno.
Sei solo.
Solo come la ragazza che ti tiene puntato il gomito nei fianchi.
Solo come gli occhi rossi che incroci difronte a te.

Ti sei un po’ spaventato
Proprio come pensavo

Si alza il vento.
La schiuma ti bagna gli occhi.
Il sale brucia.
Un’onda, due, tre.
Rimbalzi.
Scilla e Cariddi.

Niente potrà tornare
A quando il mare era calmo

Non vedi più quegli occhi rossi.
Non hai più quel gomito nei fianchi.
Solo acqua e buio.
Sei l’acqua.
Sei il buio.
Sei la merda danzante del mondo.
Come Tyler,
sei Nessuno. 
Espiri.
Un’ultima volta.
Inspiri.
L’acqua ti riempie.
Eccola:
un’altra barca,
ma di Caronte.

Non ti sei fatto male
Proprio come pensavo

Le onde nella notte ti spingono su una spiaggia.
I bagnanti arrivano
Piantano ombrelloni
Sorridono
Ti ignorano
perché Nessuno è a riva.
Solo una conchiglia.

 

Questo breve racconto è liberamente inspirato alla tremenda foto “Morte alla porta del paradiso” di Javier Bauluz scattata nel 2000 vicino Cadige e tornata virale negli ultimi giorni. La canzone e il videoclip di Andrea Laszlo de Simone ne sono l’immaginario prosieguo.