[Recensione] INTERNO29 di lefrasiincompiutediElena, un racconto musicale con melodia romantica

Recensione a cura di Paolo Spinelli

Di forte ispirazione agli strokes e arcade fire, con impronte di musica italiana che ricordano Max Gazzè e Fabi, e la wave del cantautorato italiano fine ’90 inizio 2000, INTERNO29 è il album d’esordio di ‘’lefrasiincompiutediElena’’, progetto di cantautorato nato tra Roma e la Puglia, presentato da Romolo Dischi.

L’irrequietezza musicale, come lo stesso cantautore ha ammesso, è palese nell’entrata dell’album, la quale fin da subito rispecchia la dinamicità del disco.  Il mood  è romantico-nostalgico, e riprende descrizioni principalmente di ricordi belli e brutti nei quali l’ascoltatore può rispecchiarsi ed empatizzare con il testo, il tutto accompagnato da una melodia mai scontata, sia potente che dolce, una colonna sonora della vita sentimentale di qualasiasi persona.

Da “Cigliache ha un’apertura potente, si passa a “Questo nostro ematomafino ad arrivare a “Briciole che racchiude una vera e propria melodia carillion, facendoci entrare in un clima di intimita con tutti i ricordi romantici che ci appartengono.

Dalla metà dell’album, dal brano “Fiori e Camomilla, fino a “Citofono lavagna, interno 29(che richiama il titolo), la melodia sembra prendere una tendenza più incalzante ma tendente al synth rock, per poi liberarsi negli ultimi due brani in pieno stile indie rock e chiudere il cerchio di questo viaggio nostalgico.

INTERNO29 quindi si presenta come un album in chiave intima, nel quale chiunque può ritrovare se stesso e i ricordi di qualcosa che appartiene un po’ alle esperienze di tutti.