[SINESTESIA] CORONAFOBIA

Sinestesia: l‘attualità filtrata dalla musica una rubrica a cura di Nicola Simeone

Strade vuote, scuole chiude, carnevale rimandato, farmacie prese d’assalto per le mascherine.

Non è il set di un film né uno scenario post apocalittico. Ci troviamo in Lombardia a Codogno, nel paese del cosidetto “Paziente uno” di COVID-19, per gli amici Coronavirus.

Ma facciamo un passo indietro.

Intorno a metà Dicembre del 2019 le autorità sanitarie di Wuhan in Cina iniziarono a documentare una serie di casi di una polmonite ad eziologia sconosciuta. La causa è stata in seguito attribuita ad un nuovo ceppo della famiglia dei Coronaviridae. Ma come è nato questo ceppo?

Il primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al mercato di Wuhan, in cui si vendono migliaia di animali anche selvatici come pesce, pollo, conigli ma anche pipistrelli, marmotte e serpenti. Si è pensato subito ad una zoonosi, e infatti il virus sembra avere “origine” da quello di pipistrello e l’ospite intermedio prima del contagio umano sembrerebbe essere il serpente.

Cambio schermo, cambio gioco, cambio corpo
Cambia mentalità
Cambia età, non c’è età, non ne ha

Da Wuhan il contagio si è espanso a macchia d’olio in tutta la Cina. Il governo cinese ha disposto la messa in quarantena della città e dell’intera regione di Hubei, che conta ben 60 milioni di abitanti. Vengono sospesi tutti i mezzi di trasporto da e per la regione, obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici, strade d’accesso sbarrate per evitare fughe dalla regione: la più grande misura di quarantena della storia.

La cura non è l’aspirina
Crea il tuo clima, resta in cima che la peste si arrampica

Torniamo in Italia e troviamo una situazione che rapidamente si fa critica. Nel giro di qualche giorno c’è un boom di contagi, le prime vittime, i primi paesi lombardi in quarantena.

Allarmismo e criticità proliferano in TV e sui social.

Ti prendi l’influencer
Scrolling nella peste

La paura funge da terreno fertile all’isteria, alimentata dalla cattiva informazione.

Proliferano atti di violenza e discriminazione nei confronti della popolazione cinese e non solo.
Resta emblematico il caso del sindaco di Ischia che chiude i porti ai turisti provenienti dal nord, prima di essere giustamente corretto dalla prefettura di Napoli. In breve si capovolge il paradigma discriminatorio Nord contro Sud. Ma il Sud è altro, non si abbassi al livello di chi gridava “Prima il Nord” (e paradossalmente è stato accontentato).

Corre nella rete, è sangue, è orgia, è fornicazione
Individualista e collettiva
Infetta di rabbia e di saliva attacca dentro il discernimento

Le farmacie rapidamente hanno finito le scorte di disinfettanti e mascherine. E c’è ovviamente chi specula vendendole a prezzi decuplicati online.

E, nonostante le confortanti parole del presidente Conte sul fatto che non ci troviamo in una crisi alimentare, anche i supermercati vengono rapidamente presi d’assalto. Come se ci preparassimo ad una guerra mondiale, farina, pasta uova e beni di prima necessità spariscono dagli scaffali: tutto tranne le penne lisce, chi diavolo se le mangia le penne lisce?

Sociale senza social, questa è la cura
La meravigliosa peste
Che libera barbarie all’aria
Che libera il tremendo dentro
Dentro ognuno ad uno ad uno
La peste virale che libera e fa uguali
Che libera e fa uguali

Il pericolo del Coronavirus c’è ed è legato alla facilità di contagio: il virus ha un periodo di incubazione asintomatico di circa 14 giorni, seppur durante questo periodo si è contagiosi, è questo il punto critico. Eppure, nonostante la mancanza di una cura specifica, il tasso di mortalità è e resta molto basso (e comunque tale evenienza è soprattutto legata alle persone già debilitate).

In ogni caso esistono quattro armi contro i virus in generale.
Farmaco e Vaccinazione sono le prime due, e in questo caso mancano, ma arriveranno.
Quarantena dei malati e Diagnosi Precoce sono le altre due, e le regioni e il Governo di concerto stanno facendo il possibile per garantirle. Ma affinché sia possibile limitare i contagi, è necessaria una buona dose di sacrificio da parte della popolazione delle “zone rosse” e non.

L’isteria di certo non aiuta, l’informazione cosciente sì!

 

La canzone (decontestualizzata) citata nel testo: