[SINESTESIA] ROGHI E SCINTILLE

Sinestesia: l‘attualità filtrata dalla musica una rubrica a cura di Nicola Simeone

EUGENIO IN VIA DI GIOIA RACCONTA “I ROGHI”

Il mondo corre.
Il mondo cambia e risponde con violenza alla non curanza dell’uomo.
Roghi, tempeste di sabbia e chicchi di grandine delle dimensioni di palline da golf. Tutto in 30 giorni.
10.000 ettari bruciati, distrutte 1400 abitazioni, morte migliaia di animali tra cui 8000 koala ridotti a rischio estinzione.
E’ questo il bilancio drammatico che emerge dalla catastrofe che ha colpito l’Australia negli inizi di questo nuovo decennio.
E’ così che risponde il mondo e l’uomo resta inerme dinanzi alla forza reattiva della natura, e sfoga la sua ipocrisia con indignazione, hashtag e campagne di fundraising: in fondo basta un click.

Il 2019 è stato un anno in cui il tema “clima” l’ha fatto da padrone. L’ambientalismo è tornato prepotentemente nelle agende dei Governi, pressati dall’ampia mobilitazione giovanile e non, animata da un simpatico leader con le treccine e il giubbotto rosa: tante parole, convegni mondiali, ma poi?
Poi un continente intero brucia, l’oceano si riempie di plastica, piazza San Marco sprofonda e l’Italia tutta frana.

Nel 2050 non esisteranno più le Maldive
Poco importa, andremo in Sardegna
a festeggiare le vacanze estive
Sommersa l’Olanda, scomparsa Venezia
Poco male questo mare così dolce senza sale
Diluito così tanto che lo possiamo imbottigliare
Lo chiameremo l’oceano globale

Greta accusa la classe politica, i potenti del mondo, rei di non essere capaci agire, o di non volerlo fare: colpevoli di avere rubato il futuro a lei e alla nostra generazione tutta. Giusto.
Si fa carico e simbolo di una lotta ecologica e generazionale. Nobile.
E per questo va a New York per il summit sul clima senza prendere l’aereo ma con un’ecologica barca a vela ad emissioni 0 risparmiando così la CO2 che avrebbe prodotto il suo viaggio aereo. Romantico.

Noi siamo giovani illuminati da una realtà a risparmio energetico.

Peccato che la suddetta barca sia un transatlantico in fibra di carbonio per la cui costruzione sono necessarie tonnellate di emissioni, dotato di due motori diesel per le fasi più complicate della traversata e che il resto dell’equipaggio abbia dovuto prendere ben quattro biglietti aereo per New York per riportarsi la barchetta a “emissioni 0” poi di nuovo indietro in Europa.
Ma in un mondo sempre più “superficiale”, digitale, sinottico, abbiamo bisogno di simboli, ed è forse giusto così.

La memoria è venuta meno per fare spazio a poche parole chiave.

Ben vengano allora l’animosità e la rabbia della piccola Greta e l’emulazione che essa induce, perché il cambiamento climatico è un problema non solo sociale o politico: è innanzitutto educativo.
E’ comprare la bottiglietta di plastica, intasare di auto le città anziché utilizzare i mezzi pubblici, è buttare e non riparare.
E’ il consumismo sfrenato e tutta la società che su esso si fonda a non essere eco-compatibile: la stagnazione come primo problema, la crescita economica come obiettivo fondamentale.

E non ci togliere abbondanza dacci solo assuefazione
non ci devi soddisfare ma trovarci una ragione
per continuare a masticare per continuare a consumare
Padrone dacci un po’ di fame
Abbiamo troppo da mangiare
La sazietà non ci basta più
la sazietà non ci basta proprio più

E chi se ne frega se muore qualche canguro.

Le canzoni citate sono:

GIORGIO GABER RACCONTA “LE SCINTILLE”

E mentre da una parte il mondo brucia, da un’altra parte qualcuno prova a farlo esplodere. Il presidente USA Donald Trump il 3 gennaio 2020 ordina e ottiene l’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani. Parte la corsa alle armi, le minacce di vendetta. La miccia è accesa, ma si sa gli americani “non lo fanno mica perché conviene a loro! E’ perché ci sono posti dove non ci sono ancora né giustizia né libertà. E loro BOOM, te la portano”. Ce lo raccontava Gaber già nel 1976.