[SINESTESIA] I Baustelle raccontano “6000 Sardine”

Sinestesia: l‘attualità filtrata dalla musica una rubrica a cura di Nicola Simeone

Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi, Claudio Brasini, in arte Baustelle.

14 Novembre, ormai era già calata la sera.
Un bambino mano nella mano col nonno camminava sotto la fontana del Nettuno, entrambi avevano un piccolo pesciolino di cartone in mano.

“Cos’altro ti può servire se vai nel bosco?”

Piazza Maggiore era insolitamente affollata quella sera.
Mattia, Roberto, Giulia e Andrea osservavano quasi esterrefatti il lento accorrere della gente in piazza. Avevano creato quell’evento su Facebook sere prima ma mai si sarebbero aspettati quello che gli si parava davanti: centinaia, migliaia di persone, tutti con lo stesso identico simbolo in mano. Né bandiere di partito, né striscioni. Sardine. Di legno, di cartone, rosse o a pois. Semplici sardine.

“Cos’altro ti può servire laggiù in città?”

Volevano riempire quella piazza, per superare simbolicamente la platea con cui lo squalo tronfio e di verde vestito aveva riempito il PalaDozza, luogo simbolo della Sinistra che fu, nella regione che da sempre è roccaforte di quel colore politico. Ma questo lo squalo lo sapeva, e dopo aver chiesto invano “pieni poteri” confuso dalla calura estiva qualche mese prima, da Bologna voleva far partire il tentativo di conquista della “regione rossa”, partendo appunto, irriverente, da uno dei suoi luoghi simbolo.

L’evento Facebook richiamava 6000 persone all’appello. Ne arrivarono più del doppio: 15000, di ogni età, che pacificamente colmarono una piazza enorme. Stretti, compatti, un vero “banco” che riuscì finalmente a rubare la scena e i titoli dei Tg allo squalo che da mesi ne era protagonista alimentando i sondaggi e avvelenando l’opinione pubblica.

“Cos’altro se non il ferro ti salverà?” dice lo squalo.

Cos’altro se non il ferro ti salverà?

La folla gremita e gentile di Piazza Maggiore, la vicinanza, la non-violenza, il confronto e il contatto umano privo dei filtri dei social e sordo alla “litania” dei sondaggi: ecco cosa si contrappone agli slogan sensazionalistici, alla politica dei like, alla violenza verbale, alla boria che cela l’inconsistenza, all’arroganza tracotante, alle dirette Facebook.

“No! Ci salveremo disprezzando la realtà
E questo branco di coglioni sparirà”
ribattono le Sardine.

Le piazze gremite che da lì si diffonderanno in tutta Italia sono l’urlo di chi chiede altro alla scena politica del nostro paese.
Sono uno schiaffo alla destra dei pieni poteri, alla sinistra sbiadita, a quei grilli incravattati che nacquero proprio riempiendo Piazza Maggiore, che volevano aprire il Parlamento come una scatola di tonno e ne sono diventati un insipido condimento.

Ed è inutile provare ad imbrigliare le Sardine in un colore politico, un simbolo: vuol dire non riuscire a capirne neanche l’identità, l’essenza.

Chi sono?

Sono i nuovi Mistici dell’Occidente cantati dai Baustelle.

Sono “gli uomini e le donne che si sono stancati del modello di società in cui vivono, costruito sul più sfrenato individualismo, sulla cultura della superficialità, sullo sterile materialismo” come descritti da Bianconi, leader del gruppo nato nel 1996.

Sono tutto e niente.

Siamo io e te.

“Pesci avvelenati in mezzo al mare.
questo il Presidente non lo sa”