[PHOTOGALLERY] Scarda “Finetormentone tour” @ Ohibò – Milano

Testi e foto a cura di Monica “Alabianca” Sala

Circolo Ohibò e Costello’s
in collaborazione con IC4A Agency e Bianca Dischi
hanno presentano

Scarda
[F I N E T O R M E N T O N E tour]

16 NOVEMBRE 2019
Circolo Ohibò – Milano

 

L’avevamo conosciuto a Rock sul Serio la scorsa estate e subito aveva destato il nostro interesse.
Sabato 16 Novembre l’abbiamo rivisto al Circolo Ohibò di Milano e le nostre aspettative sono state pienamente appagate. 

Scarda è stato accolto da un caloroso pubblico che gli ha regalato il sold out per questa tappa milanese del suo Finetormentone tour.

Nato a Napoli, vissuto per diversi anni in terra calabra e da tempo stanziato a Roma,  Nicola Scardamaglio in arte Scarda scrive canzoni con un linguaggio semplice, molto vicino al genere pop, apprezzato cantautore è molto amato dai giovani per i quali egli stesso dimostra avere un affetto particolare.

Scarda ama le ragazze! I brani portati in questo live ne sono una continua testimonianza, tre dei suoi pezzi hanno come titolo nomi di donna: Gina, Giulia e Bianca. Delle “sue” ragazze porta alla luce i pensieri, racconta stati d’animo e storie. Protagoniste consapevoli e non, lui le sostiene, le ricorda, le conforta, vuol loro bene e continua a preoccuparsene anche quando un legame si scioglie e nulla sarà più come prima.

I sentimenti, le relazioni,  i ricordi, le storie vissute da tanti di noi, sono al centro di questo suo secondo album dal titolo “Tormentone” e ce li canta attraverso “Vent’anni”, “Palazzina Gialla”, “Mai”, “Sorriso”, e “Tramonto”, o in pezzi  tratti da “I piedi sul cruscotto” o come “Io lo so”, “Smetto quando voglio” e “Il suo bene”.

Scarda sorprende! Lo fa con una personale interpretazione de “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André, ma lo stupore più grande arriva dai tantissimi giovani, pressoché ventenni,  che hanno riempito il locale e che, insieme a lui, cantano su ogni singola nota di questa poesia, quasi fossero usciti dagli anni sessanta, annullando magicamente per pochi minuti quei cinquantatré anni trascorsi dall’uscita di questa canzone.

Scarda, i suoi musicisti ed il pubblico ridiventano un tutt’uno sulle note di “Tropea”, che riporta alla spensieratezza tipica delle serate estive e delle canzoni tormentone che ogni anno si susseguono per farci ballare.

E poi… a chi di noi è capitato di finire in una “Non relazione” o “Distrutto” per storie finite e non andate esattamente come avremmo voluto? L’autore pare saperne parecchio al riguardo e ce lo racconta in questi due pezzi.

Niente effetti speciali per arrivare alle persone: Scarda ha una camicia a quadretti slacciata sopra una t-tshit, un paio di jeans, una chitarra e i suoi immancabili occhiali neri a celare quel po’ di timidezza che traspare mentre racconta qualcosa delle sue canzoni o di lui.

Scarda è la voglia di farsi ascoltare ed insieme la forza di riuscire ad azzerare qualsiasi ipotetico muro tra un artista e il  pubblico, persino i musicisti che lo accompagnano in questo tour sembrano stati scelti per quell’essere “bravi ragazzi” pieni di sogni e voglia di andare lontano.

“Almeno questa sera non ho dovuto pensare se ci sarebbe stata tanta gente al mio concerto…” dice Scarda riferendosi al sold out.

E sì, la gente è arrivata, dalle prime file giurerei di aver visto anche tante di quelle ragazze raccontate nelle sue canzoni, le stesse che con grande pazienza e gentilezza hanno condiviso con me il sottopalco cercando di non darci fastidio a vicenda e che mi hanno permesso di  parlare di lui in queste poche righe e attraverso queste foto.