[Live Report] Daniele Silvestri, Nostalgia e Crescita

live report a cura di Paolo Spinelli

Il 16 Novembre Daniele Silvestri, cantautore pluridecennale, torna a Napoli al teatro Palapartenope a riscaldare gli animi del suo pubblico, con una performance-spettacolo tutt’altro che banale.

Si nota da subito la professionalità musicale del cantante italiano classe ’68 fin dai primi minuti dall’inizio del concerto, e la sua grande capacità di attrarre istantaneamente l’attenzione del pubblico.

Trovata geniale è stato l’utilizzo del teleschermo nel background, utilizzato per fare da sfondo ai brani, con un numero infinito di grafiche mozzafiato autoesplicative dei testi delle canzoni e l’aggiunta di una ‘’ripresa live’’ del concerto, che ha avuto un ruolo preponderante nell’attuare un’immedesimazione e convivenza sensoriale tra pubblico e cantante.

‘’Oggi partono i missili’’ ha detto Daniele Silvestri, ed è proprio in questo modo che il cantante ha preso il volo e ci ha portato, per la prima parte del concerto, attraverso una lunga panoramica dei suoi brani tratti dagli album più recenti, con un rock sperimentale accattivante pieno di sintetizzatori, percussioni e sound innovativi che riescono subito ad immergere l’ascoltatore.

Non è mancato poi l’ospite, Rancore, noto cantante rap italiano che si può considerare emergente, se paragoniamo le due esperienze musicali con il leader della serata.

La sua presenza inoltre non è stata per niente fuori luogo, al contrario, dopo aver duettato in Argentovivo con Silvestri, quest’ultimo decide addirittura di lasciargli il palco per cantare il suo recente singolo Arlecchino, che a giudicare dagli applausi e l’entusiasmo generale è stato decisamente apprezzato dal pubblico.

La performance di Rancore ha fatto da apertura poi alla seconda parte del concerto, durante la quale Silvestri ha iniziato un lungo viaggio cantando i suoi primi brani del 1995 (‘L’uomo col megafono’’) fino ad arrivare a quelli più nuovi, creando un ciclo musicale collegato all’apertura dello spettacolo.

Infatti, è proprio questo ‘’ritorno al passato’’ che crea nell’ascoltatore, e magari anche nel cantante stesso, una certa nostalgia dei brani passati, ma allo stesso tempo, fa realizzare l’enorme crescita che ha avuto tale cantautore di talento nell’adattarsi ai generi musicali e alle tendenze emergenti, non risultando così mai obsoleto o scocciante.

‘‘La musica cresce e si adatta’’, dice Silvestri verso la fine della sua performance, ed è proprio con questo pensiero che vuole lasciare i suoi fan, facendo capire che non esiste priorità di genere o stile, poiché la musica riuscirà sempre ad arrivare a tutti allo stesso modo, pur cambiando completamente ogni giorno.