QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – SPECIALE RECENSIONE (NO SPOILER): Joker

Rubrica a cura di Vito D’addesa

È il primo mercoledì di novembre. Niente registi, niente serie tv. Parleremo del film dell’anno (o almeno così alcuni lo definiscono): Joker.

Il film è diretto da Todd Phillips, già regista tra l’altro di “Trafficanti”, “Parto col folle” e della fortunatissima trilogia di “Una notte da leoni”, nonché, mi piace ricordarlo, una delle menti che ha partorito il soggetto di “Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan”.

Todd Philips è riuscito a realizzare una pellicola non banale, non il solito (e magari sterile) cine comic, ma bensì un film impegnato, coraggioso, profondo, importante, con una storia e dei personaggi scritti come Dio comanda (si ricorda che Philips risulta anche tra gli sceneggiatori, nonché tra i produttori).

Ma, senza girarci troppo intorno, il meccanismo che mette in moto questa piccolo capolavoro del 2019 fa perno intorno alla figura di Joker e, quindi, per estensione, intorno a Joaquin Phoenix, che ci regala una delle più belle interpretazioni della sua carriera, probabilmente la migliore. Non era affatto facile riuscire ad interpretare un personaggio del genere, un personaggio con quel nome. Invece lui ce l’ha fatta, è riuscito a tener in alto il nome di Joker, è riuscito a non far rimpiangere i suoi illustri predecessori.

E, comunque, neanche Robert De Niro se la cava male nel film…

 

Robert De Niro e Joaquin Phoenix in “Joker”

 

Ma alla domanda “chi è il miglior Joker?” cosa bisogna rispondere? O meglio, esiste una risposta? Ebbene no. I personaggi dei vari film in cui appare Joker, sebbene abbiano lo stesso nome, sono profondamente diversi e vivono in contesti diversi, in ambientazioni diverse, fanno cose diverse. Anzi, il film di Philips racconta delle origini di Joker, cosa che gli altri film non hanno mai fatto (a parte quello di Burton nella prima parte). Quindi, come si fa a paragonare due personaggi diversi? Esatto, non è possibile.

 

Joaquin Phoenix è Arthur Fleck aka Joker in “Joker”

 

Dopo questa breve digressione torniamo al film in questione. Innanzi tutto è il primo cine comic che abbia mai vinto il Leone d’oro al miglior film. Una cosa che apparentemente ha dell’assurdo, ma, se ci si ricorda di quanto letto all’inizio, questo film è ben lontano dall’essere un banale cine comic, bensì è un film drammatico di altissima qualità, di altissimo livello, davvero tra i migliori di questo 2019.

 

In questo film aleggia un senso di tristezza. Si prova molta empatia nei confronti del protagonista. È tutto così realistico, stranamente realistico, anche se a tratti può sembrare assurdo. Il senso di malinconia, sconforto, angoscia è rafforzato dalle ambientazioni cupe, fredde, che fanno da sfondo ad una Gotham incattivita dal malcontento generale e, più in senso lato, dalla povertà.

 

Joaquin Phoenix è Joker in “Joker”

 

Il tutto è arricchito dalla bellissima colonna sonora firmata Hildur Guðnadóttir, violoncellista e compositrice islandese. Phillips l’ha scelta dopo essere rimasto molto colpito dalla sua colonna sonora per il film “Soldado”, diretto da Stefano Sollima. Oltre alle tracce della colonna sonora, nel film si possono ascoltare diversi brani già noti.

 

Di seguito sono riportati alcuni brani presenti nella pellicola firmata Todd Philips:

 

Everybody Plays The Fool – The Main Ingredient

My Name Is Carnival – Jackson C. Frank

That’s Life – Frank Sinatra

White Room – Cream

Put On a Happy Face – Tony Bennett

Brain Damage – Pink Floyd

People Are Strange – The Doors

Hoyt’s Office – Hildur Guðnadóttir

Arthur Comes to Sophie – Hildur Guðnadóttir

Escape from the Train – Hildur Guðnadóttir