[RECENSIONE] Redenzione di un supereroe: vi parliamo del nuovo album di Brilla

Recensione a cura di Rita Salomone

“Non c’è futuro, sei un disegno tolto dal muro”

È una delle frasi contenute nell’album “ La tuta di Goldrake” del cantautore Brilla, in uscita il 25 ottobre (oggi,oggi).

Sembra una frase quasi funesta, coincisa in poche parole che si contraggono nell’incertezza di un secolo, nell’ipotesi confusa di un futuro così dentro se stesso da essere persino muro per gli altri.

Eppure nell’album di Brilla c’è molto poco del disincanto cinico e autodistruttivo che spesso gli adulti additano ai giovani.

Perché Brilla “brilla”,letteralmente.

Si fa faro nelle vite ingarbugliate di ciascuno, le rimaneggia, le racconta in una pellicola musicale sfatata, piena di voce e parole e le migliora quanto può.

Con la voce, perché senza sarebbe un po’ come soffocare nel non detto e nel disco di Brilla si rischia di soffocare solo per la potenza sonora, enorme e vibrante.

Le parole, perché descrivono, evocano, dipanano le cose con espressività inusuale e con la consistenza tangibile di chi le conosce (vd A merenda un pugno di chiodi tracklist n7).

Le storie delle persone non sono tanto dissimili da quelle di un supereroe: Goldrake, se piace.

Con la tuta con i segni delle preoccupazioni, delle ansie quotidiane, del futuro pure, del disfattismo generale che, ahimè, ognuno prima o poi sperimenta e deve per forza scrollarsi via.

Eppure si può “brillare” in mezzo a tutto e si può essere supereroi pure a casa, basta sentirsi supereroi e sentirselo ripetere in un disco che ti gonfia l’autostima, con una voce portento: “La tuta di Goldrake”