Uochi Toki – data stellare 2019.4.28: una band cyber-core apre un varco nel sub-spazio e si materializza alla Backstage Academy di Pisa.

Racconti, narrazioni, analisi, intuizioni, foto, video a cura di Maurizio Lucchini

Strana settimana quella che ha portato a quest’evento.

Giovedì, Piotta, alla festa del 25 aprile, con i nuovi arrangiamenti, che mi hanno lasciato spaesato. Parco pieno di gente, entusiasta del musicista romano e della sua band.
Sabato dall’altra parte dell’Italia, mi trovo, non so neppure bene come, al concerto di Don Backy e I Fuggiaschi.
Anche qui sala piena, quasi tutti seduti sulle poltroncine, saranno state 200 persone. Età media 65-70 anni.
Il primo concerto in cui vedo solo due o tre smartphone brillare di luce propria durante la serata. Pubblico attento, preparato, conoscevano a menadito tutti i pezzi. Io ne ho riconoscito massimo 3 o 4, tra cui per una ho vinto facile, visto che era il rifacimento di Memphys Tennessee di Chuck Berry. Solo un paio di persone si sono addormentate complice il buio nella sala e poi sono fuggite furtivamente. Morale della serata: era meglio non fare questa esperienza, la band andava un po’ per conto suo, anzi ogni compomente andava per proprio conto, più che un concerto è stata una sera amarcord in cui spiegava il perché dei suoi brani. Di interessante giusto alcuni gossip venuti alla luce durante i suoi dialoghi. Il pubblico ottuagenario invece non la pensava come me,  sicuramente è rimasto entusiasta di quell’evento.
Da qui eccomi  partire in direzione Pisa, direzione Backstage Academy.
Cosa mi avrebbe riservato questa serata, per concludere al top la settimana?
Nel peggiore dei casi avrei trovato almeno l’ospitalità dei gestori dell’Academy, di questo ne ero sicuro. Ma cosa mi avrebbero riservato i Uochi Toki, ragione principale del mio ritorno veloce verso Pisa?

Sarei dovuto rimanere ancora per un po’ col dubbio, ad aprire la serata c’era un altro gruppo: gli Scarlett. Non li avevo mai sentiti dal vivo, ma ricordo che avevo ascoltato e pubblicato qualcosa di loro, ma avevo solo un vaghissimo ricordo.

Finalmente una band, alla Backstage, che non vuole le sedie! Finalmente sala vuota, affinche la gente potesse essere coinvolta e non spettatrice. Sono in tre: Lorenzo Pagni, Diego Ruschena, Mattia Salvadori,  un trio soul-pop nato lo scorso anno. Mattia Salvadori l’avevo visto sul palco con Borrkia Big Band, in apertura a Piotta.
Ah gli Scarlett, a fine concerto, in controtendenza con il resto del mondo,non hanno neppure chiesto alla gente di comprare del merchandising, hanno detto che gli bastano i like alle pagine e ai profili social, una cosa rara. Pure Don Backy la sera prima aveva passato metà concerto a cercare di convincere la gente a comprarsi un paio di suoi libri e qualche disco che gli avanzava 🙂

Ma ecco gli Scarlett in alcuni momenti del loro live

 

 

E’ ora il momento dei Uochi Toki.

Molte band, hanno sperimentato e giocano tutt’ora con le nuove tecnologie, andando oltre il solito video, ormai usato e abusato. Si trovano artisti che fanno vere e proprie performance interattive, con un uso intensivo di computer, sensori, interfacce, software, alcuni sperimentando la Realtà Aumentata per i loro live. Le prime  erano band o artisti legati alla musica elettronica, ma negli anni ho visto l’immaginario cyberpunk legarsi alla musica HC o all’Hip Hop, anche con ottimi risultati. Ma secondo me è la musica elettronica a trovare naturale evoluzione con la multimedialità e le tecnologie.
Da tre o quattro anni diversi artisti si stanno avventurando anche nel mondo dei video in Realtà Virtuale con tecnologia VR360°, immersivi sì ma non riproducibili durante una esibizione dal vivo.
I Uochi Toki si presentano con uno spettacolo in Realtà Virtuale, fino all’ultimo mi sono domandato come avrebbero potuto realizzarlo davvero.
A volte le cose sono più semplici di quello che si pensa, una persona fa musica, l’altra si immerge nell’ambiente virtuale e ciò che vede e ciò che produce viene proiettato su uno schermo. Semplice sì, ma a parole.
La sincronia tra il produttore di musica e il produttore di contenuti è stata perfetta per tutto il live. Indice di un grosso lavoro di studio, di prove e di coordinamento. Ed invece no, scopro, post concerto, che non hanno quasi più bisogno di fare prove, il loro affiatamento è così grande che riescono ad essere in sincrono senza sforzo.
Dunque dicevo Riccardo “Rico” Gamondi è il generatore di musica durante i live, una ottima musica elettronica a dire il vero,  Matteo “Napo” Palma è invece un writer cyberpunk che entra nella realtà virtuale per scolpire in tre dimensioni, muovendosi a 360° nell’ambiente di sintesi  da lui creato, in diretta, e comunicando con il pubblico attraverso la voce, con frasi che sembrano quasi slogan di una civiltà futuristica controllata dall’intelligenza artificiale.

Bene, lasciamo ora parlare loro:

 

Finito il concerto, una sola perplessità mi era rimasta, loro erano laterali al palco, poco visibili, ho pensato fosse un limite del posto, avendo un proiettore frontale, la loro presenza sul palco avrebbe coperto parte del fascio luminoso, magari in altri contesti avrebbero potuto usare una retroproiezione e posizionarsi, come una “band”, correttamente al centro del palco.
Ma forse la loro soluzione è stata studiata, alla fine loro sono degli strumenti, necessari a produrre lo spettacolo, il frontman della band è la loro proiezione della Realtà Virtuale, un mondo tridimensionale schiacciato in 2D su una tela digitale.

Glielo chiederò alla prossima occasione, già ieri, post concerto gli ho suggerito uno spettacolo dove gli spettatori sarebbero dovuti essere immersi a loro volta nell’ambiente 3d attraverso altri visori. Serve una campagna di fundraising per aiutarli 🙂

Io la mia parte l’ho fatta, come si vede qui sotto, l’ho fatta, tocca a voi, ora.