Tornano i Diaframma con L’Abisso

Federico Fiumani dei Diaframma
Diaframma

A cura di Antonio Serra

 

Federico Fiumani non si ferma mai. E’ un rullo compressore che da più di trent’anni asfalta l’Italia a suon di concerti, dischi, progetti. Federico Fiumani è, naturalmente, i Diaframma: la storia della musica alternativa italiana. A cinque anni di distanza dall’ultima raccolta di inediti, finalmente Fiumani da alle stampe il nuovo album dei Diaframma: L’Abisso. Raccontarvi cosa ci troverete, dentro a questo disco, è allo stesso tempo scontato e impossibile. Se conoscete l’elefantica produzione di Fiumani capirete benissimo cosa intendo dire: dentro L’Abisso c’è il solito Fiumani con tutte le sue sfaccettature, l’inconfondibile stile compositivo, l’irriverenza, il piglio wave. Sì, perché negarlo è inutile e poi lo afferma, a ragion veduta, lui stesso: Federico Fiumani E’ la New Wave italiana.

La bulimia compositiva del fiorentino è tuttavia sempre lucida e pungente. Fiumani non le manda certo a dire e scrive testi talmente schietti e veri che sembra quasi impossibile si possano sposare a melodie e schitarrate. Fiumani non ha eredi, oggi in Italia, a parte forse Stefano “Edda” Rampoldi che condivide con lui una certa sfacciataggine nelle liriche. Ma la verità è semplicemente che Fiumani non ha alcun timore di non piacere a qualcuno, nessun timore di perdere consensi. La forza di Fiumani e dei suoi Diaframma è che non sentono il peso di dover essere qualcuno. Fiumani sa di non dover dimostrare niente a nessuno. Lo sa da trent’anni.

 

 

Alle soglie dei sessanta non si tira indietro davanti a brani punk-rock (I Ragazzi Stanno Bene, L’Impero Del Male) e non si vergogna di subire il fascino femminile (Fica Power). Compone pezzi New Wave come da par suo (Leggerezza) e ne ha anche per Gesù Cristo in persona (Il Figlio Di Dio). Intransigente nella musica tanto quanto nella vita reale (avrete sicuramente letto della querelle che ha portato all’attenzione dei media le “cattive abitudini” di un noto promoter) e sempre sul pezzo. Fiumani semplicemente se ne frega del politicamente corretto, come qualunque artista degno di questo appellativo dovrebbe fare. Sfrontato anche quando si tratta di disegnare i contorni delle miserie umane, dei fallimenti, delle contraddizioni.

“L’arte non si fa con la morale” sostiene. Ha ragione. Si sporge per guardare dentro all’abisso Federico, contrapponendo racconti di assoluta delicatezza (Non Posso Separarmi Da Te) alla visione di un porno (Le Auto Di Notte). Due facce dell’amore, due modi di esprimere emozioni. L’Abisso è un disco in qualche modo nostalgico, sia per le sonorità che per l’approccio alla scrittura, ma allo stesso tempo fresco e moderno nei contenuti.

Fiumani dice che questo è da considerarsi un po’ un disco postumo. L’avvicinarsi del giro di boa dei sessant’anni lo ha segnato molto, così come la sclerosi multipla che, afferma, probabilmente metterà in discussione la sua capacità di suonare la chitarra. Di certo non gli manca la voglia di divertirsi calcando i palchi, lui che è sempre stato un outsider, ha sempre rifiutato compromessi per amore della musica (meglio se vecchia, ché questi tempi non gli appartengono, sostiene). Va dritto per la sua strada coi suoi Diaframma, già in tour (ma lo è da sempre a dire il vero) in lungo e in largo per l’Italia. E ogni volta che c’è Fiumani in città, bisogna ammetterlo, non ci si stanca mai di andarlo di nuovo ad ascoltare.