Cumbia, è tornato il rock! Ecco i Tre Allegri Ragazzi con “Sindacato dei sogni”

Recensione a cura di Ratta Man (aka, Michele)

E i Tre Allegri tornano con un nuovo disco: SINDACATO DEI SOGNI in uscita il 25 gennaio (per chi vi scrive fra tre giorni, ndr), che verrà seguito da un tour (per ora) di 16 date in giro per l’Italia.

Sono passati tre anni dall’ultimo disco dei TARM. In questo tempo, Toffolo e compagni hanno raccolto l’eredità della Cumbia, delle nuove proposte trovate per La Tempesta e le hanno condensate in un lavoro discografico psichedelico e rockettaro (più del Gorilla Bianco, per intenderci).

Come direbbero quelli bravi, il disco è pieno zeppo di “easter egg” (riferimenti più o meno velati ad altri artisti o altri lavori). Partiamo dal titolo del disco: è la traduzione di The Dream Syndicate la band californiana di Steve Winn, padri del Paisley Underground, passati in Italia la scorsa estate. Altri riferimenti sono nella musica, nei testi (o solo nel numero di parole della canzone), nei ritmi rock psichedelici, in Sindacato dei Sogni possiamo riconoscere i Television, i Grateful Dead e molti altri della scena rock mondiale.

I brani all’ascolto

  1. Il primo brano, uscito in anteprima lo scorso Halloween, “Caramella” è espressamente il brano con più riferimenti psichedelici del disco. Il testo contiene solo venti parole, come ci ricordano gli Allegri: “Venti parole in tutto in un testo ispirato al poeta livornese Caproni e alle dichiarazioni di Iggy Pop, che incitano appunto a fare brani con non più di venti parole.” “Caramella” è anche il nome del primo gattino di porcellana che sono sulla copertina del disco (foto di Alessandro Mussolini, con intervento grafico di Davide Toffolo).
  2. Calamita”, il secondo dei gattini morti nella copertina del disco, rappresenta il singolo di presentazione del disco e al ritorno delle sonorità indie rock dei Tre Allegri: beat anni ’60, testo visionario e ironico, Pordenone caput mundi!
  3. C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno” è il racconto, quasi autobiografico, in cui un ragazzo degli anni ’80 cerca di diventare se stesso, nella titanica lotta della provincia Friuliana, tutto in quattro minuti.
  4. Un ritratto triste e ironico di una donna libera e autodeterminata, in chiave rock della east coast, è il tema di “AAA Cercasi”.
  5. Accovacciata gigante” la possiamo dividere in due parti, ugualmente pichedeliche: la prima racconta lo stupore della vita negli occhi di un uomo che osserva la sua compagna in una giornata al mare; nella seconda i frammenti psichedelici si rincorrono e confondono, ricordando i Pink Floyd degli inizi.
  6. Bengala”, ultimo dei tre gattini morti, in perfetto stile Tre Allegri, è un viaggio psichedelico nella periferia post bellica. Questo pezzo mi ha riportato a “Il sogno del gorilla bianco”, ai primi Tre Allegri che ho mai ascoltato (ormai nel lontano 2004).
  7. Mi capirai (solo da morto)” è la fusione dei primi Tre Allegri e la Cumbia “Un po’ più sudati un poco più vecchi”. Secondo gli autori è il brano bandiera del disco. Secondo chi vi scrive non solo.
  8. La morte non sempre significa la fine della costanza di una presenza significativa. È questo il tema di “Difendere i mostri dalle persone”, brano emozionante e poetico.
  9. Non ci provare” più che un brano è uno slogan sulla libertà e contro la paura che ci condiziona sempre più nella vita e nelle relazioni umane.
  10. Chiude il disco una bellissima ballad in salsa prog rock: “Una ceramica italiana persa in California”. Una lunga ballata di 12:33 con synt e arpeggi che contiene una canzone sull’amore, come solo i Tre Allegri sanno fare.

 

 

 

I bonus del disco

Ci sono tanti bonus in questo disco. C’è una bonus track, ma non spoleriamo troppo. Po ci sono altri bonus Come bonus, nel disco ci sono anche le immancabili collaborazioni. Dall’ormai quarto allegro Andrea Maglia, gli allegri ci hanno ormai abituato a tante apparizioni, dai grandi nomi mainstream ai lanci di nomi più indie. In Sindacato dei Sogni ci sono: Francesco Bearzatti, per il sax dalle connotazioni Jazz di “C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno”; il mitico Davide Rossi (arrangia i Coldplay e i Röyksopp), per gli archi di “Bengala”. In “Mi capirai (solo da morto)” c’è Ruben Gardella con il suo flauto; Matt Bordin, Squadra Omega, con i suoi synth psichedelici e coloratissimi suonati in “Enorme” e “Caramella”. Mentre in “AAA Cercasi” torna il già ragazzo morto in tour e in “Inumani”(e fan migliore di chi scrive, ndr) Adriano Viterbini. Se qualcuno di voi sentirà un po’ di Baustelle o Teatro degli Orrori in “Caramella” e “C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno” è perché ci suona anche Nicola Manzan.

Questo è un disco magnifico dei Tre Allegri (non che gli altri siano da meno). Ma è come se avessero raggiunto delle vette del indie rock che difficilmente potevamo prevedere nel panorama musicale italiano. Adesso abbiamo nuove faretre per l’arco della buona musica italiana, che esuli dalle logiche del mercato “consuma e fuggi”, che prevede l’appiattimento della tecnica e dei testi privi di poetica.

Tour:

CONCERTO DI ANTEPRIMA

  • 24-01-2019 Milano – Santeria Social Club – Festa di presentazione *SOLD OUT

“SINDACATO DEI SOGNI TOUR”

  • 16-02-2019 Ravenna – Bronson
  • 23-02-2019 Senigallia (AN) – Mamamia
  • 02-03-2019 Padova – CSO Pedro
  • 08-03-2019 Brescia – Latteria Molloy
  • 09-03-2019 Livorno – The Cage
  • 15-03-2019 Santa Maria a Vico (CE) – Smav
  • 16-03-2019 Conversano (BA) – Casa delle Arti
  • 22-03-2019 Trieste – Teatro Miela
  • 23-03-2019 Bologna – Estragon
  • 29-03-2019 Roncade (TV) – New Age
  • 30-03-2019 Lugano – Studio Foce
  • 05-04-2019 Torino – Hiroshima Mon Amour
  • 13-04-2019 Arezzo – Karemaski
  • 16-04-2019 Milano – Alcatraz
  • 18-04-2019 Roma – Monk