“Dead Reckoning” – Vi raccontiamo il viaggio di THE PIER

Recensione a cura di Emanuele Colella

Il giovane trio Pugliese composto da Danilo de Candia (chitarra, basso e microkorg), Davide Pasculli (batteria) e Gabriele Terlizzi (basso e chitarra), meglio conosciuti come The Pier, iniziano il loro progetto nel 2013.

Il 7 dicembre 2018 esce il loro secondo album intitolato “Dead Reckoning”, per Kallax Records.

Un disco dal sound internazionale e coinvolgente, lancia la band in un nuovo tour in giro per l’Europa dopo aver già calpestato i palchi di Amburgo, Budapest e Vienna e apparsi in importanti festival come Sziget e Reeperbahn.

Si sono subito fatti notare per l’eccellente tecnica e il loro altissimo talento come si può ascoltare già dalle prime tracce del nuovo album.

Dead Reckoning propone 10 tracce che potremmo incasellare nel math rock, se non sapessimo che alla loro musica i confini di genere stanno davvero stretti.

Un intero mix di suoni spaventosamente in sintonia fra loro, ti trasportano all’interno del viaggio dei The Pier fatto di incastri ritmici e armonici eseguiti alla perfezione.

Distorsioni, cambi di tempo e variazioni, perfetti in ogni brano, uniti all’enorme tecnica dei musicisti, danno vita ad un disco di altissimo valore musicale.

Si nota una maturità maggiore rispetto al primo album e sicuramente la voglia di voler dimostrare tutto il loro talento con quest’ultimo lavoro.

Il disco si apre con “Kayak” composto da chitarre distorte, sassofoni, percussioni cubane e ritmiche serrate, introduzione perfetta all’intero album.

Sleep”, ottavo titolo del disco, è il brano che mi è particolarmente entrato in testa. Forse perché diverso da tutti gli altri.

La chitarra di sottofondo e il dolce suono del sax ti trasportano in un viaggio, questa volta tutto tuo, da cui non vorresti ritornare.

Subito dopo arriva “Snow”, uno dei brani più̀ vicini ai primi Pier. Ti riporta di nuovo con i piedi a terra dando sfogo a tutto il loro corredo musicare e ti indirizza verso la fine dell’album.

La chiusura del disco è affidata a Point, che è quasi un riassunto in 4 minuti dell’intero lavoro.

Ci sono i loop, le percussioni, i tempi storti, le atmosfere metropolitane e malinconiche del sax, i cambi repentini, le accelerate improvvise, le distorsioni.

Dead Reckoning significa “navigazione stimata”: è una tecnica di navigazione a mezzo della quale è possibile determinare la posizione corrente.

Quello dei The Pier è un viaggio, e con Dead Reckoning ci comunicano le loro attuali coordinate.

Insomma un album pieno di emozioni, da ascoltare e riascoltare per ore, fino a raggiungere i The Pier in questo fantastico viaggio.