Non blues ultra: i BSBE infiammano il Mood di Rende (CS)

Livereport a cura di Antonio Bastanza

Volete la verità?

Se non siete mai stati ad un concerto dei Bud Spencer Blues Explosion non potete avere idea di chi sono davvero. Un treno in corsa che ti travolge e ti trascina via, un uragano di suoni densi e oscuri, chitarre taglienti, una batteria precisa e  impetuosa, incandescenti come una colata di lava.

Non vi basta?

Partiamo dall’inizio.

Il concerto è per chi scrive l’occasione per entrare per la prima volta al Mood, fenice che rinasce dalle ceneri del locale di cui prende il posto, non solo logisticamente quanto nel cuore degli appassionati di musica.
Nato esclusivamente per ospitare concerti ed eventi, scelta coraggiosa in tempi bui perchi lavora in questo ambito, i ragazzi del Mood hanno scelto di puntare sulla qualità, su un approccio professionale e sorridente, su un locale accogliente, grazie anche all’esposizione di illustrazioni di una serie di giovani autori, ma soprattutto sulla musica, di ogni genere, senza barriere e senza distinzioni.
La sala che ospita il concerto va man mano riempiendosi finchè non compare sul palco Tiziano Russo aka Lo Spinoso, che con la sua chitarra ha aperto i concerti di questo minitour dei BSBE.

 

Il folk blues con venature country che accompagna le piccole storie quotidiane de Lo Spinoso conquista canzone dopo canzone il pubblico: da “Sapersi” a “Piovono Bugie” è un viaggio dolce e intenso nei meandri dell’anima, che fa venire voglia di ascoltare di più e ancora e che dimostra, e ce n’è sempre bisogno, che esistono ancora piccoli gioielli nascosti nel panorama artistico italiano e scoprirli, magari proprio durante l’apertura di un concerto, rimane un privilegio di cui non poter fare a meno.
“In fondo Lo Spinoso è solo Tiziano Russo” troverete scritto sul suo sondcloud e credetemi, non è affatto poco.

Pochi attimi dopo la fine del set di apertura arrivano sul palco i BSBE, in formazione rinforzata dallo stesso Russo alle tastiere e da Francesco Pacenza al basso, ed è subito delirio.
La chitarra di Adriano Viterbini e la batteria di Cesare Petulicchio trascinano la sala gremita in un viaggio all’inferno del blues e ritorno, con passione, smisurato talento e pochissimi fronzoli.

Da “No Soul” a “Calipso” il duo romano ripercorre le tappe di una carriera fatta di tanti palchi e quattro dischi, dando un’ovvia precedenza ai brani dell’ultimo “vivi ama blues ripeti” uscito in primavera.
Il muro sonoro creato abilmente dal duo romano ha pochi rivali e ascoltarli dal vivo esalta questa sensazione.
Un’ora piena che scorre via velocemente come le dita di Adriano sulle sue chitarre che raggiunge il suo climax quando, per il bis, sul palco rimangono solo lui e Cesare perima per una lunga Jam in cui vengono mescolati “Mi sento come se” e “Giocattoli” e poi per l’immancabile “Hey boy Hey Girl,” che li ha fatti conoscere al pubblico nel 2009 ma che oggi, soprattutto rispetto agli altri brani della loro produzione, non è più che un divertissement da fine live per una band che, senza alcun dubbio, è il non Blues Ultra!