LIVE REPORT

Mente aperta, cuore aperto, occhi aperti: gli Almamegretta e Andrea Benini a Berlino.

Live Report a cura di Giuseppe Visco

Gli Almamegretta sono uno di quei gruppi che non ha bisogno di presentazioni: attivi dal 1988, con il maggior numero di riconoscimenti dal Club Tenco e famosi per essere uno dei gruppi che rappresenta di più la multiculturalità in Europa.

Ecco, la combo Berlino+Almamegretta è, per questi motivi perfetta. Berlino è notoriamente una città che fa del suo volto variopinto e delle etnie che popolano le sue strade uno dei punti cardine, così come gli Almamegretta che da sempre si battono per l’uguaglianza.

La serata del 7 Novembre, nella splendida location del Frannz Club – nell’incredibile area della Kulturbrauerei – ha visto il gruppo napoletano esibirsi di fronte ad un pubblico nettamente italiano. Più che italiano era un pubblico di matrice napoletana che innanzi alla domanda del frontman Raiz, che chiedeva quanti napoletani ci fossero nella sala, ha visto la maggior parte delle mani alzarsi in alto a ricordare che una terra come Napoli è onnipresente, in ogni dove. Proprio le origini partenopeo giocano un ruolo fondamentale per la band che, ormai da 30 anni, si esibisce in tutta Europa portando sui palchi più importanti quel dialetto tanto forte quanto identitario: essere napoletano è un marchio, un vanto.

Ad aprire la serata Andrea Benini – per me una piacevolissima scoperta. Gli interessi dell’artista cesenate per l’Africa e la musica afro-americana è d’impatto, offrendo fin da subito uno spettacolo molto energico e forte, che lo ha portato nel corso degli anni sui palchi di mezza Europa: Italia, Germania, Spagna, Polonia, Ungheria, Russia, Turchia e Regno Unito, toccando con alcune tappe anche il territorio americano. Anche Benini è legato alla capitale tedesco in quanto è il luogo ove vive e produce la sua musica. Uno spettacolo davvero apprezzato dal pubblico, quello offerto da Andrea.

Al  termine dell’esibizione del cesenate è toccato agli Almamegretta, capitanati da Raiz – al secolo Gennaro Della Volpe – i quali hanno intrattenuto il pubblico accorso numero a vederli per una buona ora. Lo spettacolo offerto dal gruppo parteneopeo è un mix di orgoglio – dato dal fatto che nascere in una terra come Napoli ti segna a fuoco – e forza espressiva e comunicativa; non è una novità infatti, che gli Almamegretta offrono spunti a tema sociale, ponendo l’integrazione come cardine del loro pensiero. Non a caso una delle canzoni più apprezzate dal pubblico è stata proprio “Figli di Annibale” ove ci si interroga sul fatto che forse tutto il razzismo che oggi si vede è fondato su basi opinabili in quanto il condottiero cartaginese – definito il più grande e decisivo generale e stratega dell’antichità – entrò nel territorio italiano rimanendoci quasi 2 decenni. Una canzone pubblicata nel lontano 1993, ma attualissima.

Una serata davvero ben organizzata e con un buon mix, quello tra Benini e gli Almamegretta, che ha però avuto un filo logico ben preciso. Serate come queste ricordano all’Europa come l’Italia –  e il sud, in particolare Napoli – non esporti solo criminalità come, ragionando per stereotipi si è portato a crede, bensì dell’ottima musica e artisti invidiabili.

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