RECENSIONI

Esce domani “Icarian” del trio torinese Pugile e noi ve ne parliamo in anteprima

Recensione a cura di Mattia Passariello

Icarian, in uscita il 26 ottobre per l’etichetta Variables, è il secondo album del trio torinese Pugile, composto da Luca Leonardi (voce, basso e synth), Elia Pellegrino alle macchine e Matteo Guerra.

Il loro primo lavoro, Round-Zero (uscito nel 2015) fu l’affermazione di un’elettronica interiore, catartica. Icarian è invece un viaggio atemporale, una sperimentazione condotta attraversando i meandri più remoti delle sensazioni umane.

Le sequenze di suoni complessi di cui è permeato l’album, composto di sonorità ripetute, creano quasi un effetto di “loop” dal quale l’ascoltatore si ritrova inesorabilmente catturato. Un mood in cui elettronica e ambient si fondono, ma non mancano neppure gli elementi folk, di più svariata e addirittura dicotomica natura: si può avere, da un brano all’altro, la sensazione di trovarsi in parti del mondo agli antipodi.

 

I temi trattati sono tutto sommato di respiro comune: si spazia dall’amore ai sogni, passando per gli aspetti più “pratici”. La simbologia di Icaro, che ispira il nome dell’album, coglie la nevrosi dell’uomo contemporaneo, continuamente incoraggiato dalle immagini di benessere che lo circondano nel credere di poter raggiungere un individualistico apice senza dover dar conto all’umanità in senso collettivo. Proprio come Icaro, le ali dell’uomo dei nostri tempi si scioglieranno per aver gravitato così improvvidamente vicino al sole.

 

 

Tracklist:

  1. Colors
  2. Bomlw
  3. Kudo Pleja
  4. Arab
  5. Gelusia (ft. Mattia Bonifacino)
  6. Yunta
  7. Jamas (ft. Yendry)
  8. Mornin Mantra (ft. Giorgio Li Calzi)
  9. Mathila Ya Mulvi (ft. Victor Kwality)
  10. Uwari Wyt

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