LIVE REPORT, SENZA CATEGORIA

L’intimità di un concerto a Berlino centro: Colapesce al Marie Antoinette.

Live report a cura di Giuseppe Visco

Ognuno ha “il suo luogo” nel mondo.

Ecco, il mio è stato Berlino, da quando, qualche anno fa, molto casualmente mi ci ritrovai in uno dei viaggi di metà settembre dell’universitario italiano.

Ognuno ha anche “il suo cantante” che ha scoperto su Youtube con 500 visualizzazioni e poi è diventato famoso.

Ecco, quello, per me, è stato Colapesce. Era il lontano 2012  e per qualche assurda coincidenza trovai da qualche parte questo link: era “Talassa” – che rimane una delle  mie canzoni preferite in assoluto.

Ieri, 12 Ottobre, c’è stato il connubio perfetto tra città e artista: Colapesce a Berlino. Appena l’artista siciliano annunciò il tour europeo sperai con tutto me stesso in una data nella capitale tedesca – ove ora per vicessitudini varie mi ritrovo.

Ospitato nella splendida location del Marie Antoinette  – location da sogno, sita sullo Sprea, in pieno centro, sotto Jannowitzbrücke –  Colapesce si è esibito innanzi a una piccola little Italy,  che letteralmente pendeva dalle sue labbra; la maggior parte del pubblico, quasi il 100%, era infatti italiana.

La serata è iniziata come nel più bello dei sogni: un Club-Mate, a Berlino, aspettando Colapesce.

E’ stata la mia seconda volta da Colapesce ma per le cose appena accennate è stata incredibile. Appena salito sul palco l’artista ha aperto con “Oasi” mandando già in visibilio il suo pubblico. Il concerto ha visto Lorenzo mettere su un vero e proprio spettacolo in acustico, alternando canzoni nuove – come “Vasco da Gama” che, sprovvisto di elettronica,  ma a grande richiesta da pubblico, ha cantato a cappella riscuotendo un applauso interminabile – a canzoni più datate come “Bogotà” e “Le foglie appese”. Oltre a canzoni sue, l’artista classe 83’ nativo di Solarino, ha alternato cover apprezzatissime come “Summer on a solitary beach” del maestro e suo conterraneo Battiato. Apprezzatissime anche “Ti Attraverso”, “Copperfield” e, ovviamente “Maledetti italiani” che tra l’ilarità e il serio rappresentava la situazione della serata.

Non sono mancate velate frecciatine alla politica italiana – Salvini, estremismi e odio razziale ndr – trovando nel pubblico nient’altro che consensi.

Una serata davvero incredibile, in una location fantastica e uno spettacolo da pelle d’oca.

“Si prenderanno anche il silenzio”.

(La prossima volta me la farai “Talassa”, spero).

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