RECENSIONI

Che il resto del mondo sta male davvero e quasi mai per amore – La recensione del nuovo album di inediti di Giorgio Canali & Rossofuoco

Recensione a cura di Giuseppe Visco

UNDICI CANZONI DI MERDA CON LA PIOGGIA DENTRO è il nuovo album di inediti di GIORGIO CANALI & ROSSOFUOCO in uscita il 5 ottobre 2018 per La Tempesta / distr. Master Music.

Ottavo album della discografia ufficiale di Giorgio Canali e settimo con Rossofuoco, la band di cui è voce e chitarra, “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro” arriva sette anni dopo l’uscita di “Rojo” e due anni dopo “Perle per porci”, un album atipico composto di cover.

Per quel che riguarda Giorgio Canali non credo ci sia bisogno di introduzione: chitarrista, cantante, cantautore, produttore discografico e ingegnere del suono. Il suo curriculum racconta la storia della musica italiana: PFM, Litfiba e, soprattutto, CCCP. Inizialmente fonico, passa poi al ruolo di chitarrista con le “evoluzioni” dei CCCP – CSI e PGR. Con la dissoluzione dei PGR – non con poche discrepanze tra i membri – Canali inizia la carriera da solista, accompagnato dalla sua band, i Rossofuoco, e affermandosi poi come produttore discografico – OT: uno dei suoi “discepoli” Vasco Brondi ha annunciato in giornata che il progetto Le Luci della Centrale Elettrica ( del quale progetto Giorgio Canali ne è stato il produttore dichiarando di rivedersi in Vasco  Brondi  “Vasco è un gran ladro come ha rubato nella vita, ha rubato nella musica! Mi ci riconosco completamente, non c’è in fondo tanta differenza tra il 2008 e il 1978, rivivo e sento ancora l’odore di quando vivevo quella vita come nel film di Pazienza!”) è al suo capolinea in quanto era doveroso finisse.

Considerato un’icona della musica alternativa italiana si è imposto all’intero della scena musicale italiana con i suoi testi critici e taglienti. Figura davvero carismatica e riconosciuto a livello mondiale per le sue qualità, Canali rappresenta il colpo di coda della vecchia scuola che alzando la mano – ovviamente quella sinistra – risponde presente. Si distanzia però dal suo ex compagno Giovanni Lindo Ferretti non condividendo la svolta prima filocattolica e poi addirittura di destra estrema. Canali è rimasto sempre fedele alla sua rabbia, al suo cinismo, al contrasto – spesso violento – coi perbenisti, e alla visione politica.

Il titolo del nuovo disco è un’autocitazione: in “Orfani dei cieli”, traccia che concludeva l’album Rojo, un verso amaro e autoironico recitava “come se avessimo bisogno di un’altra canzone di merda con la pioggia dentro”. Eccone undici, una dopo l’altra.

Il disco è stato anticipato dall’uscita del brano “Fuochi supplementari”.

 

Un album differente rispetto ai precedenti ma, anche a un orecchio inesperto verrebbe subito in mente Canali. Un Canali che fa ancora qualche riferimento al suo passato che lo ha marchiato indelebilmente – riferimento all’Emilia ndr. – che da paranoica diventa paracula e parallela: “paralitica, farcita di fabbrica, plastica e maiali insaccati da vivi”.

Il cantante natio di Predappio, ha anche delle parole critiche, facendo dei riferimenti abbastanza chiari alla situazione attuale : “Scrivi una raffica di odio etnico [..] cani bianchi abbaiano contro cani neri. Stati canaglia, tiranni fuori di testa: un altro po’ di terrore.”. Vicino al tema della politica, il classe 1958, ha una visione partigiana, una visione della politica che vive in strada, che lotta al fianco dei più deboli e di quelli dimenticati.

Un album che tratta i temi più disparati ed intimi, come anche quello dell’amore – “Precipitare leggero come la pioggia di marzo sperando di caderti vicino” – oltre ad essere incentrati su una visione lucida della realtà.

I testi di Canali si sono modificati in una direzione non lineare col trascorrere del tempo, oscillando tra momenti relativamente intimisti ed altri schiettamente rabbiosi. E proprio la rabbia è una delle qualità di Canali che anche in quest’album è, ovviamente, presente.

Un album frutto di una vita fatta di esperienze invidiabili, di conoscenze e prese di posizione ben definite:  Giorgio Canali si conferma un highlander e una certezza della musica italiana.

 

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