RECENSIONI

“And you can’t build the night”- Vi parliamo del nuovo disco di Diana, in uscita il 28 settembre

Recensione a cura di Mattia Passariello

Il primo disco completo dopo l’EP d’esordio (che ha riscosso i consensi di critica e pubblico) sarà certamente una buona opportunità per Diana, alias Roberta Arena, per consolidare il proprio status. In uscita il 28 settembre per Manita Dischi, il lavoro di Diana è un compendio di sound electro-folk, storie messe in musica e mondi da esplorare.

Un viaggio suggestivo, nel quale si attinge appieno al mondo sottile dell’immaginazione: la prima traccia, Lost, ne è un manifesto. Si ascoltano in sottofondo, all’inizio, le parole della Metamorfosi di Ovidio, che riporta alla genesi dell’uomo e simbolicamente rappresenta l’inizio del grande viaggio della vita, composto da evoluzioni, disillusioni, attese e crescite.

Il titolo veicola la difficoltà dell’individuo contemporaneo di comunicare al mondo esterno ciò che sente, in parte probabilmente perché egli stesso incontra difficoltà nel dare un nome alle cose. La morbidezza di Ottanta e la delicata, tenue malinconia di Nostalgia di Saturno ci avvolgono in un’atmosfera giovanile, ingenua e poi all’improvviso consapevole, forse troppo presto. L’universo diventa un elemento che si fonde con noi per formare un tutt’uno.

A colpire è anche la cura della sfera musicale, con synth e riff che si passano la staffetta in un’alternanza perfettamente organizzata.

Le tracce centrali sono storie di amore e violenza, di tormenti dell’anima: He Was Angry racconta la storia di una relazione basata su schemi di dipendenza, Feel You un amore che cede alle tempistiche sbagliate, Life is Bad esplora il logorio delle relazioni causato da fattori esterni ai componenti, come il ritmo della vita moderna

Infine, la traccia che dà il nome al disco: And You Can’t Build the Night, un brano nato, come la stessa artista racconta, in una notte di novembre segnata da eventi personali spiacevoli, tra cui una lite. L’impossibilità di “costruire la notte” è l’impossibilità di una forzatura, la stessa che i protagonisti della storia tentano di mettere in atto cercando di portare avanti un rapporto già compromesso.

 

TRACKLIST
1. Lost
2. Ottanta
3. Nostalgia di Saturno
4. He Was Angry
5. Feel You
6. Se l’amore non è un’astronave
7. Life is Bad
8. And You Can’t Build the Night
9. Festival

 

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