RECENSIONI

La recensione di “Bring in the New” – il nuovo lavoro di SAVANA FUNK in uscita oggi

Recensione a cura di Emanuele Colella

SAVANA FUNK – “Bring in the New” – Release: 4 settembre 2018

Nati a Bologna nel 2015, i Savana Funk, già conosciuti come il trio composto da Aldo Betto alla chitarra, il bassista londinese Blake Franchetto e il batterista d’origine berbere Youssef Ait Bouazza, escono oggi con il loro terzo album: “Bring in the New”.

Registrato e mixato al Duna Studio, il disco è stato co – prodotto da Nicola Peruch e conta otto brani in cui momenti di grande intensità̀ ritmica si alternano a suoni essenziali ed onirici.

Il disco racchiude, in ogni aspetto, lo stile alternativo e originale che contraddistingue il gruppo.

Si nota fin dal primo brano ( Bring in the New ) la competenza e bravura degli artisti che, unita ad una percepibile sintonia fra i tre, crea un disco ricco di sorprese e una sorta di jam session eseguita alla perfezione. L’uso di diversi suoni e il mescolarli con finta noncuranza ma estrema efficacia, è la sintesi perfetta dell’intero album. Aggiungendo che è un piacere ascoltare Aldo Betto divertirsi con la sua chitarra, il gioco è fatto.

L’intero disco è un’esplosione di sentimenti che si mescolano in ogni brano.

Rendere la parte strumentale la protagonista di ogni traccia, risulta essere una scelta azzardata ma vincente. I Savana Funk sono eccezionali e si sente, e dove decidono di inserire strofe, riescono a farlo senza spezzare l’armonia strumentale creata in precedenza.

C’è uno stile differente in ogni traccia, ognuno ti accompagna per un viaggio diverso. Si passa dal funk al reggae, dal soul alla dub, dal blues all’afro funk. È questa la caratteristica principale di tutto l’album e non sai mai cosa aspettarti.

È una musica che ti prende fin dalle prime battute e non ti lascia andar via.

La perfetta sintonia fra chitarra, basso e batteria ti culla fra tempi lenti ed accelerati dei vari brani del disco con una disinvoltura disarmante, quasi innaturale, ma estremamente piacevole.

Insomma non resta altro che indossare le cuffie, partire per questo splendido viaggio e sperare che non arrivi mai una fine!

 

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