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La seconda giornata del Siren Festival 2018 con dEUS, BSBE e PIL – Tutte le foto

a cura di Irene De Marco

 

Lasveglia il sabato è traumatica. Il sole delle 6 ha reso le tende un forno, il bar è ancora chiuso e i bagni tutti occupati.
Decidiamo di rilassarci al mare e poi pranzare in campeggio, prima di spostarci a Marina di Vasto, per i concerti del pomeriggio alla Siren Beach per i concerti di Black Snake Moan, Verano e Francesco De Leo che accompagnano il caldo pomeriggio tra una bevanda e l’altra.

Il tempo di una doccia e arriviamo in tempo per ascoltare gli ultimi pezzi di Colapesce che tiene impegnato il pubblico sul palco principale in Piazza del Popolo, facendo cantare tutti con le sue canzoni.

Ci spostiamo nella suggestiva location in Porta San Pietro subito dopo, per il live su una terrazza sul mare della cantautrice Mèsa che incanta il pubblico complice una meravigliosa luna riflessa sull’acqua.

Ma non c’è tempo da perdere e si torna al main stage per il concerto dei dEUS: un’energia contagiosa e disarmante, un Tom Barman in condizioni ottime, pronto a saltare e correre da una parte all’altra del palco, confermando i dEUS un gruppo splendido da vedere live.

Ma il vero gioiello dell’intero festival viene subito dopo: i cortili d’Avalos ospitano i Bud Spencer Blues Explosion. Forse la performance da me più attesa, perché nonostante i grandi nomi del festival, Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio sono una garanzia. Uno spettacolo come sempre coinvolgente che dimostra quanto questi due musicisti siano un tesoro nazionale, validissimo anche all’estero. Come sempre, sulle note di Io e il Demonio fa il suo ingresso in campo Davide Toffolo, che con la sua voce graffiata rende questa canzone un capolavoro blues. Nonostante l’essere stati stretti a sandwich tra due gruppi mostri-sacri quali i dEUS e i PIL, i BSBE hanno dimostrato ancora una volta di non essere secondi a nessuno.

L’ultimo concerto della serata è proprio quello dei Public Image Limited: Johnny Rotten non è in formissima – ma nessuno forse se lo aspettava – e il concerto non convince. Il pubblico si scalda con This is not a love song, ma comunque i PIL rimangono forse la più grande delusione di questo festival altrimenti perfetto.

E’ quindi ora di tornare alla Marina, ci avventuriamo alla ricerca di una navetta, ci perdiamo, la prendiamo quasi nella direzione opposta e finalmente troviamo nuovamente il Siren Beach, dopo un giro sul lungomare e sul pontile, da cui si gode una perfetta vista del promontorio che ospita Vasto.

Sulla spiaggia un nutrito gruppo di persone sta ballando al ritmo di Cumbia: Davide Toffolo dietro una consolle balla con la sua onnipresente maschera dei Tre Allegri Ragazzi Morti e una tunica colorata. Sono ormai le 2, c’è chi è stanco e chi non ce la fa più, ma anche chi continua imperterrito a ballare. Il Ragazzo Morto ci regala anche la sua voce su qualche cantato, prima di congedarsi.

E’ ora anche per noi di tornare al campeggio e salutare Vasto, l’Abruzzo e le sue meraviglie, convinti che di festival così ben pensati e organizzati, in Italia, ce ne sono pochissimi. 

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