LIVE REPORT, PHOTO REPORT

La prima giornata del Siren Festival 2018 con Lali Puna e Cosmo – Tutte le foto

a cura di Irene De Marco

Erano anni che volevo andare al Siren Festival. Per un motivo o per un altro questa è stata la prima edizione a cui riesco a partecipare: l’idea mi inseguiva come qualcosa che avrei dovuto fare, bene, vivermelo a pieno, campeggio spartano, notti insonni e viaggi pieni di tappe intermedie inclusi. Me lo avevano detto in tanti, che non sarei rimasta delusa, ed è vero. In un paese in cui i festival musicali su abbonamento di più giorni presentano line-up imbarazzanti e tutti uguali, il Siren si conferma quello che avevo sperato e pensato che fosse: un piccolo gioiello.

Inizia tutto venerdì 27 luglio, dai più ricordato come il giorno dell’eclissi lunare più lunga del secolo, ma di questo parleremo più tardi. Per me è il primo giorno di festival e quello prima del mio compleanno. Il mio arrivo è in ritardo: la nostra pandina grigia è piena di attrezzatura da campeggio, stiamo scomodi e stretti e ci arrampichiamo da Roma sugli Appennini per poi riscendere verso il mare all’altezza di Chieti con una verve e una rilassatezza da far invidia a chiunque.

A Vasto, piccolo borgo arroccato sulla collina,  arriviamo nel pomeriggio. Fa caldo. Fa quasi più caldo che a Roma e scegliere dove piazzare le tende è complicato. Come ci dimostrerà il forno in cui ci risveglieremo all’alba del giorno dopo, la scelta è sbagliata, come quella di fare un salto in spiaggia, fare un bagnetto, riprendersi dal viaggio, perché facciamo tardi.

La scaletta della serata prevede dal primo pomeriggio concerti in spiaggia: Bianco, Margherita Vicario e altri che si esibiscono al bagno 51 di Marina di Vasto, fronte mare, con delle piattaforme/lettini su cui potersi rilassare tra una canzone e un bagno. Una situazione di piacevole rilassatezza, bersi una birra, uno spritz, salutare conoscenti romani ritrovati anche a 300 km di distanza.

Al borgo arriviamo in realtà in tempo per gli Slowdive sul main stage in Piazza del Popolo. Rachel Goswell in rosso incanta il pubblico con la sua voce quasi eterea. Un concerto niente male, definito da qualcuno “un pelino sotto a un concerto dei Nirvana” – che avesse sedici anni e non può aver mai ascoltato un concerto dei Nirvana non è rilevante; forse.

Si cambia immediatamente registro con Myss Keta a piazza San Pietro, ma solo per un paio di canzoni, perché poi si vola nella splendida cornice dei cortili d’Avalos, dove si sta esibendo Lali Puna. Un concerto suggestivo in una delle location più belle del festival, peccato troppo piccola per alcuni concerti.

Dopo Lali Puna si torna in Piazza del Popolo, dove il main stage è occupato da Cosmo. Da una che non lo ha mai ascoltato prima, sono rimasta piacevolmente sorpresa. Partendo dalle canzoni più recenti, passando per un intermezzo elettronico, per finire di nuovo con le canzoni più famose, tra cui L’ultima Festa.

Ed è così che passo i primi minuti del mio compleanno: a metà di una canzone di Cosmo, ballando tra i coriandoli, e sopra di noi una meravigliosa luna gigante e rossa.

Ma la serata non è ancora finita e torniamo al Cortile d’Avalos per i Mouse on Mars: il duo tedesco infiamma Vasto e sembra volerlo far implodere. Le proiezioni sulle pareti intorno a loro e la loro musica elettronica fanno ballare chiunque, anche i più restii, fino a che non è il momento di cambiare di nuovo palco e continuare a ballare fino a tardi con i 2manydjs, prima di tornare a casa per cercare di riposare prima del giorno due…

 

Utilizzando questo sito web accetti di accettare la nostra Privacy Policy e and i Termini e Condizioni