Piotta: un S(u)ono diverso al Festival di Borgo a Mozzano

Testi e immagini a cura di Maurizio Lucchini

“A chi vuoi più bene, a mamma o a papà?”

Questo è stato il leimotiv della serata al Festival di Borgo a Mozzano.

Ma partiamo dall’inizio, questo fine settimana era veramente gremito di eventi musicali, e come quando hai tante cose belle tra cui scegliere le vorresti tutte, pur sapendo che non è possibile, e così procastini la decisione, fino ad un punto in cui o scegli o perdi tutto.

Bene abbandonate tutte le altre opzioni, la scelta cade su Piotta. Una decisione sofferta perché potrebbe cambiare il corso della vita. Da poco la formazione di Piotta è cambiata, gli strumenti nella band sono variati, pure le sonorità e un po’ lo stile. 
Questa è stata la più grossa preoccupazione, e se poi non mi piace?
La mia riscoperta è avvenuta anni fa, è stata fortuita, grazie allo Joggi Avant Folk .
Sul palco c’erano Marvel Mex, Debbit, Marco La Fratta, Davide “Pad” Palmisano, e altri. Da allora l’ho sempre seguito con entusiasmo. L’ultima volta, lo scorso anno alla Festa Rossa di Lari (lo potete vedere qui).
Le persone, i progetti cambiano, mutano, si evolvono, quindi ad un anno di distanza, consapevole dei cambiamenti in corso, mi ritrovo verso Lucca, alla volta del paese che ospita il Ponte del Diavolo.

Lo spazio è veramente grande, con due palchi, su uno suona Piotta e sull’altro, in contemporanea, un gruppo Dancing Liscio Caraibico.
Bene, penso tra me e me, se proprio Piotta dovesse deludermi, ho sempre una seconda scelta per terminare la serata  😛

Arrivo al sound check, il tempo di bere qualcosa che loro scendono dal palco di corsa e su un furgone stile A-Team schizzano via.. Vabbé volevo salutarli e scambiare due parole prima dell’inizio, ma tanto sono ancora le 20, il concerto inizia alle 22,30, in due ore ceneranno e torneranno per tempo.
Invece il furgone con Hannibal, Sberla, Murdock e P.E. non arriva fino alle 23,15, il tempo stringe, decido di lasciare i saluti a fine concerto.
L’organizzazione dell’evento è stata davvero impeccabile, sono le 22,30, sottopalco e con un po’ di nostalgia penso “che bello sarebbe vedere uscire Marco e Davide con i loro salti acrobatici sul palco nell’attesa dell’ingresso di Piotta”.
Oh io vi avevo avvertito che il mio mood era “vuoi più bene alla mama o al papà“, quindi guardo il nuovo Piotta ma sentendo la  nostalgia di un passato (cit. Casadei).

I primi a popolare il palco sono Benjamin Ventura e Francesco Fioravanti, seguiti a breve da Marvel Mex, grande incitatore e infiammatore delle folle. Ci siamo, un pubblico estremamente variegato urla a squarciagola il nome di Piotta.

Eccolo uscire ed esibirsi per più di una ora e mezza sul grande palco del festival

Tra brani suoi, mash-up, brani realizzati in collaborazione con altri artisti durante ormai  molte decine di anni di presenza sulla scena musicale, emergono le influenze, le amicizie, i sentimenti e  c’è sempre l’immancabile tributo a Primo Brown.

Per finire un paio di pezzi, tratti dal Live Stream Facebook

 

 Sto troppo avanti (Piotta feat. Caparezza)


 

Il concerto è finito, è molto tardi, considerata la distanza da percorrere per rientrare, salutiamo prima Marvel Mex, l’uomo più attivo della band, neanche sceso dal palco era già al banchetto del merchandising, anche se un po’ più provato del solito. Nel frattempo Piotta è alle prese con i suoi fan, che aspettano in ordinata cosa il loro turno per un selfie o un autografo.
Una bambina ha attirato la mia attenzione durante il concerto, in prima fila schiacciata dalle transenne con in braccio un peluche bianco, cantare a menadito tutti i brani di Piotta. Ed ora era lì davanti a Piotta con la sua agendina sbrilluccicante e la penna scettro di Sailor Moon (che Piotta ha decisamente faticato a capire come usarla 🙂 ).
Il clima è sempre piacevole sia durante l’esibizione che post concerto, io aspetto invece Claudio, il batterista stakanovista che mentre tutti si riposano lui è ancora sul palco a smontare pezzo per pezzo il suo strumento. Sfidando una security che sembrava mandata dalla mafia russa, con un guizzo mi infilo dietro il palco per riuscire  a scambiarci due veloci parole.

Bene è tutto finito, ma quindi? Quale è la morale della storia “a chi voglio più bene“?
Al vecchio Piotta, con il suo vecchio stile (ad onor del vero sempre in mutazione), con la sua vecchia band o il nuovo Piotta, con le nuove sonorità mutate nel tempo, che si dirigono verso l’uscita di un nuovo disco “più introspettivo”?
Tutto sommato a papà Piotta voglio ancora bene, il concerto mi è piaciuto, sebbene alcuni arrangiamenti di brani che amo molto e alcuni mash-up non li ho digeriti molto bene.
Musicalmente mi manca il basso nella band, scenograficamente mi mancano i salti acrobatici di Marco e di Davide, umanamente mi manca la simpatia e le battute post concerto che si facevano con Marco La Fratta.

Si, ma quindi? Piotta pollice in su o Piotta pollice in giù?
Lo saprete alla prossima puntata, o più precisamente la prossima settimana, venerdì 27 luglio, al concerto di Piotta a Massa
al MOB ’18 – Monsters Of Beer – Festival di Musica Indipendente e Degustazione di Birra Artigianale.

 

Ah se nel frattempo volete vedere le puntate precedente della soap opera incentrata su Piotta, guardate questi link:

[Revised Edition] Racconti dal concerto di Piotta alla Festa Rossa di Lari, feat. Asso, Coen e Dj Crazy Kid

Piotta ci ha dato il benvenuto al volo 8 1/2 con destinazione The Cage – Livorno

Piotta al The Cage: Applausi al comandante e a tutto l’equipaggio