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HAPPENING DELLE COOPERATIVE SOCIALI 2018 XX Edizione – Il programma di Giovedì 14 giugno

Prosegue il programma della XX Edizione dell’Happening delle Cooperative Sociali 2018

Oggi, 14 giugno,

dalle ore 18.00
CONFERENZA sulle COOPERATIVE ANTIMAFIA
a cura dell’associazione LIBERA (in collaborazione con i Soci Coop.)

dalle ore 21.00
Concerto con
MODENA CITY RAMBLERS

Giovedì 14 Giugno, prima del concerto dei MODENA CITY RAMBLERS che presenta in tour l’ultimo album “Mani come rami, ai piedi radici”, l’associazione LIBERA (in collaborazione con i Soci Coop.), presenterà l’esperienza delle cooperative antimafia.
Libera porterà anche nel menù del ristorante del Festival alcuni dei prodotti che produce nei terreni e nelle proprietà confiscate alla mafia.

LIBERA è una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente “per”: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza, per una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione.
Nata nel 1995 da un’idea di Don Luigi Ciotti, in questi anni ha mantenuto fede a alcuni orientamenti etici e pratici. Il primo è la continuità. Si possono avere belle idee di partenza, ma poi bisogna realizzarle con la tenacia e l’impegno quotidiano. Il secondo è la proposta.
Il contrasto alle mafie e alla corruzione non può reggersi solo sull’indignazione: deve
seguire la proposta e il progetto. Il terzo è stato il “noi”, cioè la condivisione e la corresponsabilità. Le mafie e la corruzione sono un problema non solo criminale ma sociale e culturale, da affrontare unendo le forze.
È presente su tutto il territorio italiano in 20 coordinamenti regionali, 82 coordinamenti provinciali e 278 presidi locali. Sono 80 le organizzazioni internazionali aderenti al network di Libera Internazionale, in 35 Paesi d’Europa, Africa e America Latina.
Oltre 4.000 sono i giovani che ogni estate partecipano ai campi d’impegno e formazione sui beni confiscati, circa un migliaio quelli che animano progetti di tutela ambientale in collaborazione con Carabinieri Forestale. Oltre 5.000 le scuole e le facoltà universitarie impegnate insieme a Libera nella costruzione e realizzazione di percorsi di formazione e di educazione alla responsabilità e legalità democratica, con il coinvolgimento di migliaia di studenti e centinaia di insegnanti e docenti universitari.
Libera ha realizzato un primo censimento delle esperienze positive di uso sociale dei beni confiscati, frutto di una legge per la quale ha promosso nel 1995 una petizione che raccolse un milione di firme: sono oltre 650 sono le associazioni e le cooperative
assegnatarie di beni in Italia, che si occupano di inclusione e servizi alle persone, di reinserimento lavorativo, di formazione e aggregazione giovanile, di rigenerazione urbana e culturale, di accompagnamento alle vittime e ai loro familiari.
Per Libera è importante mantenere vivo il ricordo e la memoria delle vittime innocenti delle mafie. Uomini, donne e bambini che hanno perso la propria vita per mano della violenza mafiosa, per difendere la nostra libertà, la nostra democrazia. Una memoria condivisa e responsabile grazie alla testimonianza dei loro familiari che si impegnano affinchè gli ideali, i sogni dei loro cari rimangono vivi. Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in tanti luoghi del nostro Paese e all’estero, vengono letti tutti i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un lungo elenco, recitato come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. A partire dal 21 marzo e durante gli altri 364 giorni dell’anno, perché solo facendo della memoria uno strumento
d’impegno e di responsabilità, si pone il seme di una nuova speranza.
Resta aggiornato sulle attività: http://www.libera.it

I MODENA CITY RAMBLERS nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese, innamorati della musica e delle tradizioni dell’isola di Smeraldo. Dopo lo storico demo-tape autoprodotto “Combat Folk”, nel 1994 esce il primo album, “Riportando Tutto a Casa”, piccolo e raro caso d’immediato successo a livello underground: un disco con cui i Ramblers rivendicano un’identità meticcia, fatta di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla Resistenza e degli anni ‘60, di viaggi e di lotte. Il disco costituisce tuttora il best seller nella discografia della band, con più di 200.000 copie vendute ad oggi.
Nel 1996 arriva nei negozi il secondo lavoro, “La Grande Famiglia”: qui il suono comincia a cambiare e il folk si contamina con il punk e il rock. Seguono “Terra e Liberta’”, fortemente influenzato dai viaggi nel continente latino-americano “Raccolti” (registrato dal vivo in un pub e completamente acustico), “Fuori Campo” che vede l'mportante la collaborazione con lo scrittore cileno Luis Sepulveda, che scriverà poi per la band "Una Perfecta Excusa". Il disco viene pubblicato anche in Giappone.
Dalle piazze italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dai campi Saharawi nel deserto con esibizioni solidali, dalla Bolivia al Sudafrica all’interno d’importanti festival, i Modena City Ramblers macinano km e impegni, proponendosi come fenomeno non solo italiano.
Nel 2002 esce “Radio Rebelde” prodotto da Enzo "Soulfingers" Rizzo, già dietro il mixer con ManoNegra e Les Negresses Vertes. Nelle sue tracce il punk, l’elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani, latini e balcanici s’inseriscono sull’originaria base folk / popolare in maniera personale e innovativa. Nello stesso anno il gruppo inaugura una propria etichetta
di produzione discografica: la Modena City Records.
“¡Viva La Vida, Muera La Muerte!” arriva nei negozi nel 2004, prodotto da Max Casacci dei Subsonica: diventerà disco d’oro, superando le cinquantamila copie vendute, mentre la canzone “Ebano” vincerà il prestigioso premio “Amnesty – Voci per la libertà”, come esempio di brano impegnato nell’ambito delle tematiche dei diritti umani.
Nel 2005 vede la luce “Appunti Partigiani”, in coincidenza con il sessantesimo anniversario della Liberazione. La produzione del disco, seguita direttamente dai Ramblers, vede la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Guccini, Moni Ovadia, Piero Pelù, Goran Bregovic e la sua Wedding and Funeral Band nonché il britannico Billy Bragg, tutti a interpretare brani legati al tema della Resistenza.
Alla fine del 2005, arriva l’abbandono del cantante Stefano “Cisco” Bellotti: con grande serenità e senza dissapori, dopo 14 anni Cisco compie una scelta che figlia soprattutto di esigenze personali. I nuovi elementi provengono dalla cerchia di amici e compagni di strada dei Ramblers: Davide “Dudu” Morandi, cantante dei conterranei “Mocogno Rovers” e, prima presenza femminile stabile nel gruppo, la cantante e attrice Betty Vezzani.
Per la produzione artistica del nuovo disco la band chiama il noto produttore inglese Peter Walsh, già collaboratore, tra gli altri, di Simple Minds e Peter Gabriel. Tra gli ospiti di rilievo che partecipano alle registrazioni la brass band macedone Original Kocani Orkestar e il celebre musicista irlandese Terry Woods, membro dei Pogues e tra i principali esponenti
del folk irlandese dagli anni ‘70 ad oggi.
“Dopo Il Lungo Inverno” esce nel 2006 ed entra immediatamente in classifica all’undicesimo posto. Dopo un tour di 100 tappe e oltre duecentomila presenze, il 6 ottobre giunge la tragica notizia della scomparsa, in seguito ad un incidente stradale, di Luca “Gabibbo” Giacometti, mandolinista e bouzoukista nella band dal 2002. I Ramblers e Cisco lo piangono assieme a migliaia di fans giunti da tutta Italia. Col nuovo anno è pronto il disco “internazionale” su cui i Ramblers avevano nei due anni precedenti lavorato assieme a Terry Woods: “Bella Ciao”. Il disco contiene alcune delle canzoni più significative dello stile e del percorso musicale dei Ramblers “rilette” con l’aiuto di Terry Woods, nonché alcuni inediti tradizionali incisi per l’occasione. “Onda Libera” è l’undicesimo album della band e al disco partecipa anche il nuovo fisarmonicista e tastierista Leonardo Sgavetti. A un mese dalla pubblicazione del disco, i Ramblers e LIBERA – l’associazione di cooperative creata da Don Luigi Ciotti – portano in giro per l’Italia “Onda Libera in Libera Terra”, un tour particolare che vede la band, assieme a numerosi ospiti fra i quali Dario Fo e Marco Paolini, esibirsi presso i beni confiscati alle mafie sui quali operano le cooperative di LIBERA. “Sul Tetto Del Mondo” viene pubblicato nel 2011 ed è il dodicesimo capitolo della vicenda artistica della band, nata esattamente vent’anni prima.
La band non si concede riposo e già nel 2012, dopo averci lavorato a lungo come progettazione e scrittura, pubblica un doppio cd a nome “Battaglione Alleato”. Segue “Appunti Partigiani”.
Nel 2013 esce “Niente Di Nuovo Sul Fronte Occidentale”, doppio cd e tredicesimo disco e lavoro dalla duplice anima, “combat” e poetica, incentrato su storie d’Italia di ieri e di oggi.
Nel 2014 ricorre il ventennale del debutto discografico e la band decide di celebrare l’evento con uno speciale tour che li vede protagonisti da marzo in avanti nei locali e nelle piazze di tutta Italia: con “Venti”, questo il nome scelto per il live, i Ramblers propongono le canzoni più note e qualche chicca estratta dalla loro ventennale discografia in uno show pensato in tre set: patchanka celtico, acustico e combat folk, a evidenziare le tre anime che contraddistinguono il suono Ramblers. Dalla prima data tenutasi in marzo a Bologna viene ricavato un doppio cd/dvd dal vivo chiamato appunto “Venti”.
Nel 2015 viene pubblicato “Tracce Clandestine” con numerose partecipazioni di amici e artisti italiani e internazionali, tra i quali Eugenio Finardi, la Pegatina, Bongo Botrako, Mellino de Les Negresses Vertes e i Dubioza Kolectif. Il disco si compone di tracce
particolari, mai registrate, oppure comparse solo in dischi oggi introvabili, canzoni spesso di altri autori che rientrano a pieno nel registro culturale e musicale dei MCR.
Nel 2016 i Modena City Ramblers festeggiano i 25 anni dalla loro formazione. Per l’occasione varano una speciale tournée, la “Punk’n’Folk Revue”, che rivisita il loro intero repertorio e li porta con grande successo di pubblico a totalizzare più di settanta date tra la primavera e l’estate.
Nel marzo 2017 pubblicano il nuovo disco di inediti dopo quattro anni, “Mani Come Rami, Ai Piedi Radici” e partono con il nuovo tour. A differenza dei loro ultimi lavori, i Modena City Ramblers in questa nuova avventura in studio fanno tutto da soli, con l’eccezione di un’unica collaborazione di grande prestigio: la band americana Calexico, che impreziosisce di sapori desertici l’ammaliante ballata “My Ghost Town”, cantata in inglese e punto di approdo tra orizzonti morriconiani, celtici e tzigani.
Dopo le oltre 80 date del tour invernale annunciano le prime date del “Sulla strada, controvento tour”, una serie di appuntamenti live in cui la storica folk band emiliana proporrà alcuni brani estratti dall’ultimo album, alternati a dei loro grandi classici.

 

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