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Luca Passerotti – “Bentornato” Acustico @ Circolo Arci “Il Botteghino”

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A cura di Betty Bryce

Sabato 5 maggio  presso il circolo Arci Il Botteghino  di Pontedera  (PI) abbiamo avuto il piacere di ascoltare per la prima volta dal vivo “Bentornato”, l’ ultimo lavoro discografico del cantautore toscano Luca Passerotti.

Il Botteghino, situato nelle campagne della frazione La Rotta, rappresenta una di quelle piccole perle resistenti – cosa ormai rara in provincia- che si muove con l’ intento di tener vivo uno scenario sempre più abbandonato a sé stesso, quello dell’ interazione sociale e artistica in tutte le sue forme.

Il circolo, con alle spalle una programmazione invernale totalmente autofinanziata che ha spaziato dai concerti alle jam session, passando per presentazioni di libri, incontri, e dibattiti,  continuerà nei mesi a venire con una rosa di  eventi (sui quali potete rimanere aggiornati attraverso la loro pagina Facebook) tra cui le selezioni per il Red Contest, concorso musicale rivolto agli autori emergenti a cura dell’Associazione La Rossa di Lari.

Uno spazio, quello de “Il Botteghino”, che merita di essere abbracciato e sostenuto , e che ha rappresentato lo scenario perfetto per il ritorno di Luca Passerotti, classe 1978, un album fresco d’ uscita e  un precedente disco da solista  che gli ha portato svariati riconoscimenti tra i quali  il premio Lucio Dalla e  Bruno Lauzi.

Parlo di “ritorno” perché è di questo che si tratta, ed è proprio Luca ad esternarlo al suo pubblico un attimo prima di cominciare a suonare,  spiegando come tutti i nuovi brani siano usciti di getto, dopo quello che definiremo “un periodo di torpore”.

Ci parla di un’eclissi durata un paio d’ anni, e il termine scelto riesce quasi a dare un alone mistico a questa prolungata assenza, ma il risvolto onirico sfuma quando viene specificato che l’ assenza incriminata è stata dalla vita stessa. 

Per quanto si possa giocare con le parole scegliendo poi quelle che sul momento sembrano migliori, o solo più delicate,  il mostro che come nel caso specifico ti tiene in apnea,  ha un nome ben preciso, tanto abusato quanto poco utilizzato nel modo corretto: depressione.

Certo, non sarà una Signorina Nessuno priva di competenze a parlare su una webzine musicale di un argomento tanto delicato, ma quella signorina si è riconosciuta in qualche sfumatura, e allora forse non è più il caso di passare oltre, forse è il caso di far luce su un problema sempre più frequente, e mettere nero su bianco che tutti possiamo inciampare lungo il percorso, farci male e rimanere distesi al suolo per un quantitativo di tempo più lungo del previsto,  ma l’importante è ricordarsi che non siamo una condizione clinica della quale non si parla abbastanza, siamo tutto quello che c’è sotto lo schifo, e dallo schifo, se davvero lo si vuole e non si teme di chiedere aiuto, è sempre possibile uscire.

Con “Mi sento perplesso”, già ribattezzata da tutti “Santa Maria”,  inizia la presentazione di “Bentornato”  e arriva subito un messaggio schietto e potente, che rappresenterà di fatto una sorta di perno su cui ruota tutto il disco: “vivo così non sono stato mai”.

Ed è appunto di vita che si parla nelle canzoni di Luca. Ma anche di amore, di sofferenza e rinascita, di disillusioni e speranza. E non mancano critiche sociali, chiari riferimenti alle nostre cattive abitudini quotidiane e alle nostre ambizioni.  Testi variegati e mai monotoni, reinterpretati  con l’accompagnamento di Lorenzo Gaggini alle percussioni e Alice Galella al basso, per una versione acustica di quello che nasce come un disco elettrico ma che riesce comunque a non perdere la  sua essenza  e la sua forza, seppure in una chiave più soft.

Volano via i minuti e le canzoni una dopo l’ altra: “Senza stipendio”, “Voglio il lunedì” ,“Primavera” (della quale uscirà a breve un videoclip), “Pensami di più”, “Colori”…ognuna a suo modo ti colpisce e ti mette davanti a te stesso, seppur attraverso resoconti altrui.

Luca Passerotti ha preso il suo dolore e lo ha incanalato in qualcosa di positivo, un qualcosa  che ha avuto il coraggio di condividere con il mondo là fuori, quel mondo che poi siamo noi intorno.

E noi, piccole bestiole sempre più abituate a dare tutto altamente per scontato, dovremmo dedicare qualche minuto del nostro tempo all’ascolto di questo disco (per ora in formato fisico, ma presto distribuito anche digitalmente), e  ringraziare per questo regalo immenso in grado di lasciarci allo stesso tempo arricchiti e alleggeriti.

Bentornato Luca, dunque.

E che questo live , con tutti i suoi  contenuti e le sue sonorità ricercate, sia semplicemente il primo di una lunga serie.

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