LIVE REPORT, PHOTO REPORT

Backstage From The Basement – La fotostoria di un incontro intimo con Alessandro Fiori e Rugo

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Testi, foto, video e immagini VR360 a cura di Maurizio Lucchini

Questa prima settimana estiva si preannunciava molto interessante. Ero già pronto per un bel week-end con Manudigital Live al Deposito Pontecorvo   il 20 aprile e  Benjamin Damage, sempre al Deposito il giorno successivo, quando mi arriva la mail di Marco di Backstage Academy per invitarci nel tardo pomeriggio di sabato per il penultimo “Backstage From The Basement” di questa stagione, dove avremmo trovato Alessandro Fiori e Rugo

Rispondo sì all’invito senza neanche pensarci, anche se dietro a questa semplice, istintiva risposta c’è un lungo ragionamento che, per me, parte da lontano.
Pisa, e città limitrofe,  sono un po’ un’isola felice,  almeno per noi, dove gli spazi che ospitano eventi musicali sono rispettosi del lavoro altrui, per questo su dafenproject trovate spesso live report di concerti ad esempio al Lumiere di Pisa, al Deposito Pontecorvo, al Surfer Joe, al The Cage con cui è veramente piacevole collaborare, ma vi assicuro che la fuori è tutto completamente diverso, c’è molta ostilità, mancanza di rispetto da parte di agenzie, management, etc.  Noi che amiamo la musica, che facciamo questo per/con passione e amore, vorremmo iniziare ad avere a che fare il meno possibile con tutto questo.

Da tutti questi ragionamenti sta nascendo all’interno di Dafenproject il progetto “Musica sotterranea“, che dismette il mainstream per occuparsi di band e artisti emergenti o che per noi hanno qualcosa da raccontare e che ci piace raccontare.

(Backstage From The) Basement e (Musica) Sotterranea sono termini molto simile tra di loro, quindi già dal nome lasciava ben presagire.

Fine della divagazione, torniamo a questo felice lunedì, con temperature (finalmente) estive, e una settimana all’insegna di tante buone iniziative.
Rispondo sì alla partecipazione al concerto di Alessandro Fiori e Rugo, Alessandro Fiori lo conosco di nome, Rugo altrettanto, ascolto qualcosa, putroppo non è assolutamente il mio genere, sento poi Sonia della redazione di Piu o Meno POP, pure lei entusiasta per questa iniziativa e conosce e apprezza Alessandro Fiori, pur non avendo ancora avuto l’occasione di verlo live, riesce a trasmettermi il suo stesso entusiasmo.

La settimana scorre, purtroppo non bene come si poteva pensare, e questo ha incluso la cancellazione della data pisana di Manudigital,  e altre cosette. 

Arriva finalmente il sabato, mi era stato detto che trovare il posto non sarebbe stato semplicissimo, non ho idea a cosa si riferissero, visto che ci sono arrivato direttamente davanti.
Sono quasi le 19, orario dell’appuntamento, non c’è molta gente, d’altra parte è un sabato realmente estivo, la gente ne ha approfittato per andare al mare, quindi il ritardo era sicuramente da mettere in conto, e così è stato.

Arrivare quando ancora non c’è gente ha i suoi vantaggi, ho avuto così la fortuna e l’opportunità di parlare con i ragazzi di Backstage Academy. Perfetti sconosciuti, peccato che dopo le prime due o tre parole escono fuori relazioni, collegamenti, intrecci a cui mai avresti pensato e che ti fanno pensare a quanto il paese possa essere piccolo, e sì anche di quanto la gente mormori, ma non è stato questo il caso 🙂

Mi raccontano per sommi capi il progetto Backstage Academy

 

Io, come sempre, non mi faccio gli affari miei e vado a curiosare, nelle varie stanza fino alle sale prove, l’ambiente è così bello, ordinato pulito, l’attrezzatura curata, il rullante e il tom-tom sono così invitanti che… no, no, per fortuna di tutti i presenti non mi è venuta voglia di suonare,  ma piuttosto di immortalare quello spettacolo con una foto sferica. Appoggiare una fotocamera, seppure leggera,  sulla batteria dovrebbe esssere perseguito penalmente, giuro che ho ottenuto la preventiva autorizzazione e il non luogo a procedere nei miei confronti.

Naviga a 360° in questa foto sferica, muovendo il mouse o ruotando lo smartphone

Il posto inizia piano piano a riempirsi, sono le 19,30, Francesco Ferrari in arte Rugo si avvicina al palco. Non so se sia corretto dire “in arte”, visto che Rugo è una band, ma vabbé ormai l’ho scritto 🙂

Torniamo un attimo indietro, cosa sta succedendo nel frattempo alla Backstage Academy?

Ci avevano, vagamente detto all’entrata che avrebbero messo, detto letteralmente: “du stuzzichini”, non so, forse hanno uno strano concetto di “due stuzzichini”,  all’orizzonte un buffet degno di un matrimonio del sud italia.

Affettati preparati al momento, zuppa toscana, insalata di farro, tartine, pasta al forno, frittate, humus, mini panini, crudité e davvero una infinità di cose, tentavano in tutte le maniere di prendere per la gola e rubare pubblico agli artisti della serata.

Ma Rugo vince! Sono circa le 8 quando sale sul palco. Come ho detto non lo conosco, non è neppure il mio genere musicale, però è riuscito ad incuriosirmi anche musicalmente. L’aspetto mi ricorda qualcuno, un musicista sicuramente, è da ieri che cerco di ricordarmi chi, ma non mi viene in mente. Di sicuro ha un non so che di “Claudio” di Un Post al Sole (UPAS per i fan della serie), interpretato da Gabriele Anagni, anche se Sonia Golemme dice invece Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale

Torniamo a Rugo, quello vero, mi sono trovato ad ascoltarlo con interesse, senza distrazioni, al punto da essermi dimenticato di fare un video in diretta facebook di un suo pezzo.

Se vi capita comprate un suo CD, i soldi ci ha assicurato, li ricicla per buoni propositi, quali non ve lo posso dire, andate ad un suo concerto e chiedeteglielo.

Rugo, scende dal palco, fuori è già buio, ora sta per salire sul palco Alessandro Fiori, o almeno così tutti pensiamo.
No, no aspettate un attimo, di nuovo il tavolo del buffet si riempie di cose mai viste prima, il profumo che propaga “costringe” i presenti ad abbandonare la postazione e a gettarsi a capofitto sulle cose da mangiare.

Auguro tanto successo ai ragazzi dell’accademia ma, se dovesse andare male, hanno sicuramente un futuro nel campo della ristorazione.

Avevamo lasciato Alessandro Fiori, quasi in procinto di salire sul palco, anzi di scendere dal palco, perché la sua esibizione è avvenuta tutta giù dal palco, sullo stesso piano delle persone che erano lì per ascoltarlo.

Cosa può dire un non amante del genere, di Alessandro Fiori? Mi sono divertito, sicuramente l’abbinamento canzoni / reading è stato vincente, reading intimamente collegato a quello che sarebbe andato a suonare. Mi è piaciuto perché ha raccontato pezzi di vita, dal sogno che coinvolgeva Paolo Benvegnù, ai  disattesi consigli per gli acquisti (di una chitarra) di Cesare Basile, ai complimenti e all’abbraccio di  Carlo Monni, ai consigli all’amica Basca che stava andando a Genova nei fatidici giorni del G8, da cui nasce la canzone “Porco Diaz” e la proposta di scolarizzazione alternativa. Poi il racconto musicalmente del suo punk con Amore, Craxi e Stres.
Unica nota negativa, la sua scelta di mettere  Liberi Liberi di Vasco Rossi post concerto al banchetto dei libri.
Una scelta commercialmente sbagliata, la gente a mio parere se ne va via schifata da questa cosa, e quindi anziché invogliare a comprare il libro è quasi un invito a non farlo. E… ops stamattina, appena sveglio, mi trovo in casa la copia numero 149/160 del suo libro 🙂

Ed ora alcuni momenti della serata

E qui un paio di video dalla diretta Facebook

 

 

Ah ho “rubato” pure un pezzo della scaletta! 🙂

La Backstage Academy è un posto bello, per nulla piccolo, che tra l’altro ben si presta a  certi tipi di concerto.
La cosa più affascinante è stata sicuramente la possibilità di vivere il concerto in una maniera diversa dal solito, un po’ come avere il tuo artista preferito a cena a casa tua e dove, tra un piatto e un altro, tra una chiacchera e l’altra, ti racconta della sua vita, a parole e con la musica.

Unico rammarico: non conoscevo musicalmente Alessandro Fiori, mi era stata offerta la possibilità (pre-concerto) di fare quattro chiacchere con lui. Occasione che ho dovuto declinare, non conoscendolo non  avevo molto da chiedere. Ora sarei pieno di domande da fargli, davvero tante, ma credo capiterà nuovamente l’occasione.

 

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