RECENSIONI

Andrò lontano ma non lontanissimo – Giuseppe Visco ci parla di Gio Evan e di “Biglietto di solo ritorno”

Recensione a cura di Giuseppe Visco

E’ uscito per Martelabel, il 17 Aprile, “Biglietto di solo ritorno”, album di Gio Evan.
Un album composto da due dischi, il primo contenente 9 tracce, il secondo 10 poesie.


Gio Evan è uno dei poeti contemporanei più seguito ed amato in Italia, con una storia personale davvero particolare.
Nel 2007 intraprende un viaggio in bici che lo ha portato a toccare due punti opposti del pianeta, passando dall’India al Sudamerica, senza dimenticare l’Europa. Proprio durante questo viaggio viene “battezzato” col nome di Gio Evan, in Argentina. Ha girovagato nei posti più inusuali del mondo, tra sciamani e riti di iniziazione. Proprio la sua settima traccia porta il titolo di una sua esperienza personale “A piedi il mondo”, che riporta alla mente il suo viaggio nel 2008 in India, scalzo, senza soldi e con la voglia di ritrovare il suo io spirituale.


Per quel che riguarda l’innovazione proposta nel secondo disco, quello contenente le poesie, l’artista propone delle parole che sono come un pugno nello stomaco, che ricordano la bellezza del credere ai propri sogni. Le musiche sono a cura di Giampiero Mazzocchi. Delle 10 poesie proposte, 5 sono estratti dai suoi libri e altre 5 totalmente inedite.

« Ti sei indurita tanto che sei diventata un tronco; quanto ti sei fatta dura col tempo? » più che una poesia di Gio Evan potrebbe essere uno spaccato di vita quotidiana, di ognuno di noi, che descrive una scena quotidiana della nostra routine.

« Ti regalerò una mia fototessera » chi di noi non lo hai mai fatto, regalandola alla persona alla quale si tiene davvero?

Per citare lo stesso Evan è un album « bello come Marina Abramović » (« le donne che leggono i libri fanno paura », questo è Marina Abramović, in breve, sempre per citare Gio Evan e la sua poesie “Le donne che leggono”) : quale artista avrebbe potuto riassumere in breve Gio Evan se non l’artista serba, definita una guru della performance art, dei limiti del corpo e i paletti mentali?

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