#Future_is_coming: Vi raccontiamo i viaggi dei Superinvaders e del loro nuovo disco “Fabric of the universe”

Emozioni a cura di Maurizio Lucchini

Avete presente quando entrate in una stanza e sentite un profumo, e questo in un attimo vi trasporta indietro nel tempo ad un bellissimo ricordo?
E’ quanto mi è successo ascoltando Neutron Star Collision dei Superinvaders. Per un attimo nelle note iniziali ho sentito il sapore di False Illusioni degli Obscurity Age.


Non era vero, erano false illusioni, al secondo ascolto non l’ho più ritrovato, ma ho trovato altro e forse questo primo “input sensoriale” è stato ciò che, fortunatamente, mi stimolato ad ascoltare tutto l’album.
Non mi piace fare recensioni, non mi interessa fare recensioni, non so fare recensioni, sopratutto non voglio fare recensioni ed infatti in questo articolo non recensirò proprio nulla, se non le mie emozioni.

Scrivo questo breve  articolo, mentre per la terza volta scorrono in loop le 8 tracce di Fabric of the universe, il disco in uscita  il 13 Aprile che vede coinvolti Edisonbox, Kandinsky Records, Il verso del cinghiale, Scatti vorticosi, Troporecords e Resurrection records, Gufo Records.
Ed è stata proprio una mail arrivata da Edisonbox a spingermi ad aprire il Press Kit, o meglio è stata una frase nella mail, diciamo una sorta di sintetica presentazione dell’etichetta stessa:

“EdisonBox è una label indipendente che supporta la cultura Copy-left. Non segue i principi di mercato ed opera in modo sostenibile”.

Per chi come me affonda le radici nella cultura dell’autoproduzione e del copy-left, quella frase è stata una sorta di lasciapassare.
Mi ritrovo quindi ad ascoltare, e poi ad innamorarmi di questo disco e di questa band che, pur esistendo da 8 anni, fino a poco fa, putroppo, non conoscevo.
In alcuni momenti me li immagino vividamente su un palco all’interno di uno squat punk di metà anni ’80, avvolti dal fumo, dalle birre e da ragazzini sudati che pogano, mentre in altri in una esibizione di inizio estate al Surfer Joe Summer Festival , di fronte alle onde che, al tramonto, si frangono sulla costa livornese.

Come dei Time Masters  a bordo della Waveriders, l’equipaggio proveniente dal pianeta Kepler-66b e guidato da Captain Ritz naviga tra sonorità punk, surf, surfabilly, elettronico-interstellari e cyberpunk interdimensionali.


Anche a vedere la loro foto, con un abbigliamento che ricorda quello delle serie tv di fantascienza “Le avventure dell’astronave Orion“, ci viene il dubbio che i Superinvaders, non siano degli invasori, bensì dei viaggiatori dello spazio-tempo musicale che, grazie  alle loro scorribande, hanno assorbido il meglio dalle varie “epoche” musicali riuscendo a farne un’ottima sintesi.

Future is coming” dovrebbe essere il loro motto.

 

Chi sono i SUPERINVADERS?

Nel 2010 un modulo spaziale proveniente dal pianeta Kepler-66b raggiunge l’orbita terrestre, con l’obiettivo di conquistare il pianeta e soggiogare la specie umana attraverso vibrazioni soniche. A bordo 3 umanoidi (Captain Ritz – chitarra e voce, GRAD 1 – basso, GRAD 2 – batteria) e un’androide (D1T0 – synth e rumori).
I Superinvaders miscelano surf garage, punk ed elettronica new wave e ci trasportano in un immaginario alieno, fatto di tute biomeccaniche e ambientazioni fantascientifiche che spaziano dai b-movie alla science fiction.
I Superinvaders nascono in Valle Camonica nel 2010 da un’idea di Ritz Micheli (Angioletti Trio, Grand Guignol, Fight Club, Brown Recluse) al quale si aggiungono il bassista Paolo Gheza e il batterista Domenico Meco Ducoli (Punto G, Lords of Inner Space, Thee Jonesbones). Con l’ingresso di Sara Rendina (rumori e synth) il gruppo definisce ulteriormente il proprio suono.
Nel novembre del 2012 pubblicano l’ep “Hey robot!”. Dal 2015 la band si dedica alla la stesura di nuovo materiale e apre dal vivo a band straniere come Daikaiju (USA), Arno De Cea and the Clockwork Wizards (Francia) e Round Eye (Cina). Nell’estate del 2017 viene pubblicato l’ep “Space zombie (Kill! Kill! Kill!)”, anticipazione del nuovo disco “Fabric of the universe”, in uscita ad aprile 2018 per EdisonBox

 

Il 13 aprile è uscito in modalità multisupporto, che spazia dalla futuristica distribuzione su piattaforma digitale in free-download al resuscitato formato vinile, fino alla più vintage edizione in audiocassetta in tiratura limitata.

Questa la tracklist

1. Black Holes Bending The Fabric Of The Universe è l’estasi che si prova osservando la distorsione dello spazio tempo
2. Neutron Star Collision o della legge di conservazione della massa
3. Interstellar Drug – Dealing Problem racconta dell’arresto di GRAD1 per traffico di script psicoattivi
4. When It’s Time To Blow Up The World “Se vi pare che questo mondo sia brutto, dovreste vedere gli altri” (Philip K. Dick)
5. Bit.byte.drive. è una “Métro, boulot, dodo” nell’era dell’informazione
6. Space Zombies (Kill! Kill! Kill!) è un omaggio a Lloyd Kauffman
7. Space Face-lift è una fuga senza respiro
8. Chase The Supernova è un destino che si compie e si dissolve in nebulose di detriti.

 

Ed eccolo direttamente da Spotify: