RECENSIONI

Ti lanceranno fiori e poi ti impiccheranno – Recensione di “Himalaya”, il nuovo disco di Gigante

Recensione a cura di Giuseppe Visco

Di Ronny Gigante va anteposta una cosa: già con i Moutache Prawn, band brindisina, ci aveva dato mostra del suo potenziale immaginativo e artistico.

Himalaya è il suo primo album da solista, autoprodotto, e con un titolo che riporta alla mente qualcosa di glaciale, catartico.
A tratti spirituale. Non a caso la parola “Himalaya” significa letteralmente “dimora delle nevi”. Ebbene sì, Gigante ci ha portato nella sua dimora personale, denudandosi dalla tenuta da “gigante” che quotidianamente veste per indossare quella di un uomo normale. Fragile, solitario, con crepe visibili e altre invisibili. Un uomo che ha fiducia nell’amore, così come ci ricorda nella traccia “SIBERIA”:  <<uniti non cadremo mai>>.

Probabilmente il pensiero di Ronny Gigante è quello che ognuno di noi cova in sé stesso, cioè che ci sono momenti in cui l’unica risposta ai quesiti nei quali incappiamo è il silenzio, totale e quasi mistico. Nel silenzio delle riflessioni riguardanti gli avvenimenti che ci circondano dobbiamo ascoltare la melodia della musica che accompagna “ZAINO” e “FIUME”. Le tracce non hanno testo così come l’essere umano, innanzi alle incognite, muto e immutabile. Solo ed ibernato nella sua condizione di esule.

Da tenere d’occhio, Ronny Gigante, che a sprazzi ricorda l’Umberto Maria Giardini, fu Moltheni, dei primi anni del nuovo secolo di “Natura in replay”, unendo un sound con sonorità balcaniche, come in “ZAINO”, ad uno più light, come in “BOSCO”.

In conclusione si può affermare con certezza che abbiamo fra le mani un diamante grezzo, che ha bisogno di qualche smussatura, ma sicuramente di ottima fattura. Inevitabile, soprattutto nell’intro di “GUERRA”, il richiamo a IOSONOUNCANE e nello specifico alla traccia “TANCA” del suo album “DIE” che ha raccolto il meritatissimo successo; così come da rimarcare è la produzione di Giorgio Poi, la quale lascia un’impronta ben tracciabile. Risulta molto interessante anche l’ordine delle tracce: si parte con “GUERRE” per concludere con “UNIVERSO”: una guerra universale o un universo in guerra?

 

Tracklist

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