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Forse lo è davvero, Fast Animals and Slow Kids @ Monk – Tutte le foto

a cura di Irene De Marco

Il concerto dei Fast Animals and Slow Kids è sempre una sorpresa.
Non perché non te lo aspetti, il casino che fanno, ma perché è sorprendente quanto un corpo umano possa sudare e sbattere contro altri, e comunque sopravvivere.

L’energia che questi ragazzi di Perugia sprigionano ha del disumano. Il palco del Monk sembra troppo piccolo per contenerlo e anche il locale, forse per un sold-out che si fa sentire fino all’ultimo secondo.
Aimone, Alessandro, Jacopo, Alessio e, dal vivo, Daniele
Sono cinque, ma sembrano cento, mentre saltano, suonano, cantano. Interagiscono con il pubblico come a una festa tra amici in cui il fine ultimo è fare casino. 

Aimone non sa stare fermo neanche un secondo, la sua fama di arrampicatore lo precede e non delude neanche questa volta. Sale sulle transenne, sulle teste del pubblico. Si aggrappa ai tubi del soffitto che grondano sudore, forse anche un po’ di sangue, perché non ci credo che qualcuno non si sia fatto davvero male.

Un male fisico, fatto di lividi, uno sfogo liberatorio che inizia con Annabelle e attraversa tutta la produzione del gruppo. Canzone dopo canzone, pugni, calci e gomitate. Il Monk non ci contiene, qualcuno si emoziona, piange, ma poi ricomincia a saltare.

Il dubbio che forse lo sia davvero non ce lo abbiamo più.

 

Opening: VANBASTEN

 

 

 

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