Shazam Project

Le intime confessioni di uno shazamista #2

Sei in macchina, accanto a te c’è tua cugina piccola, quella che ora non è più piccola ma tu te la ricordi che aveva cinque anni e hai deciso che ne avrà cinque per sempre, se non fosse che ora ascolta solo XXXTentacion, Trap e Latino Americani.
Quindi in macchina, mentre la madre guida (male) per le vie del centro di Roma, si ascolta solo quello.
Sbuffi, ti lamenti. Poi parte una canzone che sembra quasi carina. Prendi il telefono e senza farti vedere accendi Shazam. E te ne vergogni.

… Ma a volte capita anche che cerchi canzoni belle di cui non ricordi il nome.

Tanto lo sappiamo che prima o poi succede a tutti. Così abbiamo deciso di dar via alla rubrica: #ShazamProject.

Una piccola playlist di canzoni shazzammate accazzodicane. Se vuoi inviarci la tua scrivici a redazione@dafenproject.it

Questa è la My Shazam di Irene De Marco, con alcune confessioni:

La cugina dell’intro ascolta Post Malone un po’ troppo spesso, ecco perché qui in mezzo c’è anche Rockstar. Speed-date l’ha cercata in un locale romano perché lei e la sua amica avevano riconosciuto la voce ma non ricordavano chi cantasse. Dusk Till Dawn è un Guilty Pleasure, come tutto quello che tira fuori Zayn (o Sia, per quel che vale). Aveva riconosciuto la voce di Fabri Fibra, ma voleva sperare non fosse lui a cantare tale orrore. Bon Apetit era per un’amica che non ci credeva. Il resto è ciò che passa la radio quando può scegliere che frequenze ascoltare.

 

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