INTERVISTE

Un’intervista con “L’ennesimo” cantautore indie dall’animo punk

 

“L’Ennesimo è quando capisci che non c’hai capito niente.
L’Ennesimo è momenti passati trascritti in musica, fotografie di dentro e fuori illuminate da chitarre
acustiche, sintetizzatori e batterie elettroniche.
L’Ennesimo è Paolo da Cosenza”.

Senape è il primo lavoro da solista del cantautore calabrese L’Ennesimo ed è stato pubblicato il 4 luglio.
Si tratta di un disco di eccessi e di mancanze, la prima libera uscita di una persona schiacciata dalla voglia di comunicare e raccontarsi. Con L’Ennesimo non si cercano risposte, ma di far cambiare punto di vista a chi ascolta.

Intervista a cura di Sonia Golemme

  • Domanda secca, ma non ho resistito: La prima è dei fessi…e la ragione?

La ragione è di chi sa aspettare il momento giusto per dire le cose.

  • Ascoltando “L’artista emergente”, mi sono chiesta cosa significhi per qualcuno che vuole emergere, come credo anche tu, riconoscere di avere talento ma nascere, crescere, vivere e cercare di lavorare in una piccola città di provincia come Cosenza?

E’ un po’ come la copertina di Nevermind. Ti trovi a nuotare inseguendo una banconota legata ad una canna da pesca, solo che
a) sei un bambino e non sai nuotare
b) il tipo con la canna in mano va più veloce di te.
Però è una bella sfida. Forse.

  • Come nasce Senape?

Senape  nasce dalla voglia di esprimersi  e di creare musica, un po’ come ogni album.

  • Mi dispiace dirtelo ma “Sigarette” mi ricorda molto una canzone a caso di Calcutta o dei The giornalisti, o…. Cos’è strategia? Non dirmi che ti definisci -L’ennesimo- artista indie! Come pensi di distinguerti dalla mischia e differenziarti in questo panorama musicale attualmente un po’ triste e piatto?

Mi definisco anche l’ennesimo artista indie, ma sono l’ennesimo in generale. Non lo nego, questa ondata di nuova musica italiana mi ha influenzato molto a livello di ascolti e scrittura, purtroppo, visto che per me sarebbe giusto essere più limpidi ed originali possibile, senza pretese e senza strategie. Infatti non ho strategie, non so nemmeno come potrò differenziarmi dal panorama musicale italiano moderno, non lo so perché non c’ho pensato nemmeno, faccio solo quel che mi piace e che mi fa stare bene, nel modo che preferisco in quel determinato momento.

  • Però mi piacerebbe vedere Tommaso Paradiso farsi i selfie a Quattromiglia.

Si, sarebbe la ciliegina perfetta su una torta fatta di merda.

  • Prossimamente aprirai il concerto di Gazzelle, (almeno la tua voce non è fastidiosa come la sua :P) con chi vorresti collaborare per il tuo disco?

Giovedì 23 aprirò il suo concerto e non vedo l’ora. Le parole sono importanti, soprattutto per noi che le usiamo come strumento sacro. Mi piacerebbe collaborare con i Quercia e con Antonio Nevone dei Duff.

  •  Nel tuo cantato, forse perché sono tua conterranea, noto un po’ di accento cosentino. Soprattutto in “Canzone di merda” quando dici “calZe” o “sbajato” . A me piace molto, mi mette allegria e mi inorgoglisce. Se te lo si fa notare da fastidio o è voluto?

Ah si sente? Bene.
Ti dico la verità, ho fatto tante riprese per cercare di levigare questo mio modo di pronunciare le parole e non perché me ne vergogni ma perché è giusto secondo me essere neutrali, con una pronuncia più corretta possibile. Sono contento che ti lusinghi tutto ciò, fa sorridere anche me.

  • Come vedi la scena cosentina negli ultimissimi anni? Hai come riferimento qualche gruppo in particolare? Io ci vedo anche qualche sfumatura Duff in alcuni pezzi (questa volta è un complimento eh!)

Cosenza negli ultimi anni non ha una scena. La scena per me si fermò qualche anno fa quando ci fu un bum di ragazzetti scoppiati vogliosi di conquistare il mondo ma che all’improvviso decisero di fare altro, di diventare avvocati, medici o peggio economisti.  Una storia già sentita, ma sempre triste e mai facile per chi la vive di persona.  Io adoro i Duff e ti ringrazio è per il complimento, Antonio Nevone è stato sempre fonte d’ispirazione per me, sin da  quand’ero bambino.

  • Come e dove vedi il tuo futuro?

Avere programmi troppo chiari per il futuro è una cosa per ricchi. Anzi, per i figli dei ricchi. Personalmente come Paolo Pasqua il mio futuro lo vedo pieno di possibili strade, tutte in salita, molte immerse nel verde e nei paesaggi bellissimi. Come ‘’L’ennesimo’’ per ora vedo i nuovi brani che ho inciso e le prossime date.

  • Prossime date?

Sarò il 23 novembre al Bside con Gazzelle, il 15 dicembre al Chicco Verde di Penne in provincia di Pescara, il 16 dicembre al Pierrot Le Fou di Roma e il 17 dicembre sempre a Roma per la fighissima rassegna di Spaghetti Unplugghed.

Ciao Paolo grazie per il tuo tempo. Ti auguro di volare sempre più in alto.

 

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