Shellac + Love in Elevator alla Fortezza Vecchia di Livorno

A cura di Maurizio Lucchini

Mercoledì 9 agosto 2017 eravamo a Livorno alla Fortezza Vecchia, per una serata che aspettavamo con ansia, una delle tre tappe in Italia degli Shellac.

Ad aprire la serata i Love in Elevator.

I Love in Elevator  sono una band alternative rock italiana presente sulla scena musicale ormai da 13 anni.

Non nuovi ad esibirsi sul palco con grandi band, già nel 2009 sono band di supporto ufficiale dei Modhoney, nel 2012 dei Meat Puppets e nel 2015 dai Refused.

Salgono sul ristretto palco della Fortezza Vecchia alle 22 ed iniziano il concerto con il loro 2:20.
A seguire Thank You Mr. Gilmour, Araminta , Domino, Ultima furia, Dune, Honey, Oh di Vuh, In blue.

A metà concerto un piccolo intoppo tecnico con la musica, probabilmente del DJ Set, che parte da una cassa laterale rendendo confusa la sitazione per la band che tra, le lamentele del bassista, ha continuata imperterrita nell’esecuzione del brano.
Il concerto termina con batterie rovesciate e strumenti scagliati sul pavimento.

Quaranta minuti di ottima musica che vi vogliamo raccontare attraverso la prima delle nostre photostory, realizzata da Maurizio Lucchini

E questo è un brano del Live Stream Facebook:

Sono da poco passate le 22,30 quando i Love in Elevator cedono il palco agli Shellac.

30 minuti di cambio palco, organizzato, preciso, scrupolosissimo e coordinato dalla sound engineer Zaneta Ogar.

Tra le tante cose che amiamo degli Shellac c’è la loro politica, senza manager, senza biglietti regalati a destra e a manca, senza barriere tra loro e il pubblcio, senza guest list, con la possibiltà di scattare foto come e quando si vuole, senza limite di pezzi, senza censure preventive o posteriori, senza ottuse liberatorie, liberi di scattare sotto il palco o in mezzo al pubblico, con camere professionali o con cellulari non importa (pure con una originale Polaroid come ha fatto Michele Allesina),  senza speculazioni su vendite dei manifesti pubblicitari e tante altre cose che apprezziamo tanto.
Eccola la loro policy:

Shellac doesn’t have a fancy rider or a (production) manager who loves to be difficult. Shellac likes things to be simple, honest and back to the basics. It’s all about the audience and the band having a great show.

To help, Shellac has compiled a couple of rules that are very important to them. The list is here as a result of playing (and attending) rock shows for more than two decades.

Please talk to the band with any questions when they arrive.

no barrier/barricade

no bouncers between the band and audience

no ticket give-aways

no guest list (band and venue may invite friends and family – but the rest should

pay for a ticket: managers, agents, publicists, attorneys, promoters, DJ’s and radio station people, record label owners and employees, record store owners and employees, local band members, etc, etc)

no press list (any press needs to buy a ticket – we do not care if the show is reviewed or not)

no photo pass – anybody can take still photos from the audience with any type of still camera: professional or amateur (nobody onstage or backstage)

no audio recording, videotaping, filming, webcasting, radio broadcast, etc, by patrons or by the venue or the sound crew, etc.

still photos are fine for the entire show

no fancy screen printed poster that is for sale by the venue, promoter, or poster

artist (posters should be used to promote the show only – not for profit)

do not kick the audience out of the venue after the band finishes – we will be

selling shirts from the stage and meeting the audience and talking with them for 1 hour after the show

Sono le 23 e lo spettacolo ha inizio.

Un’ora e un quarto abbondante di musica senza soluzione di continuità, in una Fortezza completamente piena e dove il pogo fa da padrone sotto il palco.

Gli Shellac non si sottraggono a questo entusiasmo, diventando brano dopo brano sempre più coinvolgenti.

Arriviamo in prossimità della fine, ce lo fanno capire dal palco con un “rimangono ancora un paio di pezzi” o qualcosa di simile.

E il loro stile si palesa pure in questo, nessun finto bis, come parte di uno spettacolo che tutti i gruppi recitano. E per essere sicuri di non fare bis, e per conviverci a non chiederlo, durante l’ultimo brano , pezzo a pezzo a partire dalla batteria tutto viene smontato. Indice tra l’altro di una buona organizzazione e gestione dei tempi, non dovendo perdere tempo post concerto a smontare 🙂

Il concerto si conclude con l’invito a restare a parlare con loro, un atteggiamento anche questo fuori dagli schemi, e una ragione in più per amarli.
Questa seconda foto-storia, sempre a cura di Maurizio Lucchini, ci trasporta a ieri sera e ci fa immergere nell’atmosfera che si respirava.

Per concludere due brevi video del nostro Live Stream Facebook:

Leggete anche il live report del concerto di Shellac W/ Uzeda @ Zoom Music Club – Marcellinara (Cz)  del 24 maggio 2015 realizzato da Antonio Serra